Giorno 87

… e adesso vorrei sapere come sarebbe il mondo se tutto quanto fosse spostato di un secondo… (M.Masini. Spostato di un secondo)

Una giornata con la musica che non ti ha lasciata un attimo…note che cercavano di coprire la pioggia, il vento di scirocco con la sua sabbia marrone che tutto copre e sporca, proprio come i tuoi pensieri.

La squadra di volley si è salvata, almeno lei, e rimane in serie A. Un buon proposito quello di tornare al palasport per la prossima stagione, magari senza la paura del covid, ma si tratta, appunto, solo di propositi, nelle ultime settimane vivi esclusivamente di quelli e anche le decisioni da prendere se ne sono andate a fan culo. Qui si naviga a vista e ogni progetto che vada oltre le 24 ore risulta fuori dalla tua portata.

Ci stai girando intorno, lo fai sempre, non riesci ad andare dritta al cuore di ciò che ti fa male, fai finta di niente, ieri hai provato in tutti i modi a rimuovere quella sensazione spiacevole, ma oggi, complice la solitudine del sabato, quelle parole ti hanno ferito ancora l’anima e sai perfettamente che il punto non è questo, perché tu, fragile come cristallo, ci metti niente a romperti e sei abituata a raccogliere i pezzi e a rincollarli tutte le volte alla meno peggio.

Sai che dovresti parlarne, ma non hai voglia di difenderti, non ce la fai, meglio tenere tutto dentro, al sicuro o magari scappare il più lontano possibile, come hai sempre fatto quando non capisci o hai paura.

Stasera come le altre..ti manca un abbraccio.

13 pensieri su “Giorno 87

  1. avere bisogno di qualcosa che si fa fatica ad affrontare è il supplizio dell’avaro (buoni i supplì-zi). c’ho una notizia ch’è ‘na bomba: le cose si fanno facendole. Inizia, il resto è sempre meno pesante di ciò che ci si aspetta.

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  2. ok. lascia perdere i supplì.

    credo di essere stato poco chiaro e me ne scuso. (me lo spiego soltanto in relazione alla non volontà di apparire stro_zo)

    è evidente che non riesci a farlo, non stavo banalizzando la cosa.

    l’intento era quello di suggerire una considerazione in più, davanti alla tua impossibilità di farlo.

    leggendoti (non soltanto con gli occhi) traspare una discreta volontà di autopunizione. Non ti sto né psicanalizzando né ho pretesa di dirti quello che farei al tuo posto (ognuno ha una propria versione di ciò che dovremmo essere o fare, e tutte valgono un po’ meno di zero). O scegli di essere oppure di esserci. Sostenendo che “le cose si fanno facendole” sono convinto di quello che dico (mi capita spesso di essere d’accordo con me): se fai ci sei. Esserci è fare parte, essere è assistere. Metti da parte per un attimo il tuo essere, e prova a esserci. Essendoci decade ogni altra cosa: paura, dubbio, sentimento di autodistruzione. Ogni cosa. Tutto diventa un “fare ciò che va fatto”. Non chiederti mai il permesso. Fai. Se scegli di esserci diventi, nel contempo, la persona che fa e la persona che supera ciò che la frena dal fare. Lo so, è cervellotico. Non so spiegarlo meglio, mi spiace.

    Quando sei non appare niente di te. Quando ci sei si manifesta la tua volontà. I personaggi dei fumetti sono. Gli attori che recitano sono. Gli esseri umani ci sono. Pensa alla te di quando avevi tre anni. Come ti guarderebbe, ora? Con il pollice all’insù, oppure di sottecchi muovendo la testa sconsolata? Il rimedio è esserci.

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    • Io chiedo scusa a te, non ci siamo capiti.
      Ho compreso il tuo pensiero e posso dirti di essere consapevole delle mie autopunizioni, da quando sono piccola convivo con un costante senso di colpa.
      Ci sto lavorando con uno psicologo, il primo vero aiuto che abbia mai ricevuto e sai, vivo una continua dicotomia perché in molte cose ci sono, in altre prevale l’essere e a volte è veramente dura.
      Ti ringrazio davvero per la tua attenzione.
      Ma tu non hai un blog?

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      • Sono sicuro che riuscirai. Se fossi credente te lo giurerei, mi limito a promettertelo. “Andrà tutto bene”, secondo me, è ipocrisia. Dirti che “tutto andrà nel migliore dei modi possibile” è più a misura d’uomo. Un abbraccio (no, non ho un blog, non ho cose intelligenti da dire)

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