Tonalità di colore.

Rosso. Il compleanno di Justine, detto Giùgiù, che al suo arrivo al nido, ormai cinque anni prima, era uno scricciolo e piangeva quando si accorgeva che noi maestre non avevamo i suoi stessi stupendi occhi a mandorla.
Già cinque anni e ti accorgi che il tempo passa in fretta.

Giallo: La sua piccola casa al mare che piano piano riprendeva forma e con essa i suoi ricordi, i più belli. E lei non vedeva l’ora che arrivasse il momento di riviverla, nonostante le riluttanze della regina madre.

Verde. riuscire a farsi una tinta decente, senza nessuna reazione allergica.

Blu. Forse l’essere riuscita a dormire per quasi dieci ore.

Grigio. Risvegliarsi sudati e terrorizzati da un incubo senza senso, con una sensazione di catastrofe imminente che strozza l’anima e le impedisce di respirare

Grigio scuro:  La sensazione di aver perso un amico, di non capire perché, di non riuscire più a trovare un appiglio ed essere dispiaciuti per questo, anche se si cerca di nasconderlo perché alla fine sono i legami quelli che ci salvano dal baratro. Stava succedendo la stessa cosa con Sandra, forse la invidiava per essere riuscita in poco tempo a risolvere una crisi, per aver ritrovato la forza di rimettersi in gioco, ma ormai era come se…lei non esistesse più.

Grigio ancora più scuro: La paura dell’abbandono. Sapeva benissimo che Lavinia era stata male e che non si sarebbe mai fermata altrimenti, si sentiva una tremenda egoista, una persona di merda per quel sentimento
e pur cercando delle attenuanti non riusciva a perdonarsi. Sì in fondo
in quelle settimane aveva un perso l’abitudine a parlare e un po’ le faceva comodo, aveva pensato di interrompere tutto il percorso e forse stava reagendo così perché sentiva troppo la mancanza di Sandra e se anche Lavinia l’avesse abbandonata si sarebbe ritrovata praticamente sola. Eccolo di nuovo, il pensiero fuori luogo. Si faceva veramente schifo.

Quasi nero: Dover trattare con una quattordicenne furiosa, gelosa del tuo ritorno a lavoro, ma che se sta a casa con te non ti rivolge nemmeno la parola. La difficoltà di farle capire che le vuoi bene sempre e comunque.
La forza che bisognerà trovare nel dire che all’asilo con Sofia aveva cercato di fare il massimo e che forse quella fiducia che era stata riposta in lei era stata troppa.
Il pensiero di voler chiudere baracca e burattini per la sua incapacità di gestire la pressione.
La faccenda di Giuseppe, la serenità di una famiglia, il menefreghismo di chi dovrebbe occuparsene, la stupidità di chi spara minchiate senza approfondire, pur essendo fiduciosa che la situazione si sarebbe ricomposta non poteva fare a meno di essere incazzata nera.

Nero: I chili di troppo, la consapevolezza che nell’armadio non ci fosse più niente che le venisse, la voglia di non mangiare e il bisogno spasmodico di farlo. Sentirsi una merda, aver voglia di nascondersi da tutto e tutti,
il non riuscire a chiedere aiuto per la vergogna e per qualcosa che, per prima la regina madre, riteneva superflua perché tanto lei non ci sarebbe mai riuscita.
Scoprire che nella serie attuale di Grey’s Anatomy forse morirà Kelly. Dopo Cristina e Derek no…sarebbe stato troppo anche per una come lei che seguiva tutte le puntate da 13 anni , quando ancora, tanto per capire, Grey’s stava su Italia Uno in seconda serata dopo il dottor House.

Nerissimo: La benzina

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