L’amore qui non passa.

Troppo tempo senza scrivere in una settimana densa, con una nuvoletta Fantozziana che l’aveva accompagnata senza mollarla un secondo e da cui, alla fine, non si era lasciata scoraggiare.
Poi arriva lei, la paura, tanto per farti capire che non ti abbandonerà mai, entra nel tuo cuore senza permesso, lo lancia a mille giri lasciandoti come al solito in bilico.
Arrivano serate e pomeriggi pieni di silenzio e cominci a ringraziare di aver ricominciato a lavorare il pomeriggio e a ripeterti di non lamentarti per la stanchezza perché è meglio essere distrutti essendo impegnati in qualcosa che terrorizzati da un battito. Certo, c’era sempre il timore di non fare la cosa giusta, l’insicurezza e il senso di inadeguatezza.
E poi ascolti distratta,(ma forse non tanto), le meditazioni della via Crucis, mentre sei intenta a ritagliare fiori e apine per i vetri del nido e se rimane tempo per la classe di Tancredi, che per quanto fai finta di niente è arrivata la primavera e l’indomani sarebbe cambiata anche l’ora, ti trovi dentro a molti pensieri che ti colpiscono e ti entrano dentro come macigni.
Alla fine accendi la musica e vieni rapita da una canzone e pensi, ancora una volta, che Dio l’abbia creata per regalare a chi l’ascolta, sensazioni e parole che altrimenti sarebbe impossibile trovare.
L’amore da lei non passava, forse non sarebbe mai più passato, in realtà si guardava, faceva schifo a se stessa come poteva piacere agli altri.
Si domandava se aveva lottato abbastanza, se aveva tentato veramente tutto e in giorni in cui non si parlava altro che di misericordia e perdono, lei si ritrovava indurita e non riusciva a perdonare. Forse un giorno ci sarebbe riuscita, non lo escludeva a priori, ma non era ancora arrivato il momento.
E mentre pensava che andare da Lavinia l’indomani non sarebbe stato facile, che aveva una paura fottuta, si consolava con le foto dei suoi bimbi, alle loro espressioni buffe e al loro amore che l’aveva salvata e che ogni giorno continuava a tenerla in piedi.

L’amore qui non passa ( Negramaro)

Negli occhi di un bambino lo sguardo da gigante
nei sogni di una donna la bellezza irriverente
un vecchio che rincorre quell’attimo fuggente
l’avesse preso prima non ne avrebbe fatto niente.
un tetto che si apre, dalla casa piove il cielo
qualcuno lo raccoglie per poi farne del veleno
da bere a sorsi lenti come gocce di cristallo
c’è una ragazza sola che da sempre aspetta il ballo…

L’amore qui non passa mai…

Nel bacio degli amanti che si scambiano i silenzi
c’è una storia da buttare, un’altra tutta da rifare
nei sottoscala bui di questi angoli dispersi
c’è un cumulo di polvere e desideri da mischiare
un cane si accontenta di pisciare contro i muri
nessuna terra nuova per cui valga fare i duri
il gatto resta fermo a fissarlo sopra i tetti
quella ragazza ha perso anche l’ultimo dei denti…
L’amore qui non passa
l’amore qui non passa e non si vede ancora

l’amore qui non passa
l’amore qui non passa
l’amore qui non passa e non si vede ancora

l’amore qui non passa mai…

Nell’ombra dei ricordi di chi non ha mai vissuto
c’è uno che somiglia a te e non l’hai riconosciuto
i soldi che contiamo
c’è una smania devastante
di rimpicciolire il tempo, di accorciare le distanze
dei segni che conservo
sulla pelle, sì cicatrice
se bruci forte ancora non è vero quel che si dice

da qui è passato amore e se n’è andato svelto
ma sei rimasta mia
sei intrappolata dentro…

e l’amore qui non passa

e l’amore qui non passa
l’amore qui non passa mai…
e l’amore qui non passa
e l’amore qui non passa mai… mai…

L’amore qui non passa mai.
l’amore qui non passa e bruci forte ancora
l’amore qui non passa mai, mai.
Fino alla fine del secolo
fino alla fine di me.
Il tempo regali sorrisi a te
e non ci dispensi dalle solite lacrime
che quelle se passano come passavi te
di certo non tornano come non torni più da me
nemmeno per un caffè.
Fino alla fine del secolo
fino alla fine di te
Il cielo continui a nasconderti da me
che se ti ritrovo non ti posso più perdere
ed io ti catturo dentro mille stelle che
di certo non scappano
come scappavi mille volte tu da me
lo vuoi che questo caffè?
Ti prego finisci questo secolo accanto a me
avremmo altro tempo insieme
per un caffè.
Fino alla fine del secolo
fino alla fine di me..

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