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Ore 00.28

Sonno non pervenuto, musica e mani sporche di colore.
Aveva predisposto, almeno mentalmente, il lavoro da dover realizzare l’indomani per T. e poi era tornata al tavolo, dai suoi pennelli.
E improvvisamente arriva la canzone che ti costringe a pensare e proprio non volevi. Ti domandi tutte le volte come cazzo sia possibile che certe parole descrivano così minuziosamente il libro della tua anima.
Il giorno prima aveva ammirato la forza di quella donna,soprattutto mamma, che appena un mese dopo il suicidio del figlio, non solo riesce a stare in piedi, ma continua a lavorare, ad essere gentile, cordiale.
E anche Alessio, uno dei papà più allegri e simpatici conosciuti in 16 anni di lavoro. Al mattino,, insieme alla piccola vivi, porta un sorriso, i cornetti e il caffè, eppure la sua storia era veramente assurda, tutti nel quartiere ne erano al corrente: Rimasto orfano dei genitori quando era ragazzino anche i nonni dopo qualche anno l’avevano lasciato.
Di fronte a questi esempi, lei non si meritava niente. Nemmeno di esistere, nemmeno di respirare.

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