76

Essere circondati da persone è spesso una condanna per chi, come lei,sentiva in modo così dirompente la solitudine.
La tredicenne bionda aveva ceduto allo stress e si era abbandonata a tre ore di sonno e lei le era rimasta vicino come quando era piccola. Non poteva fare altro in quel pomeriggio pesante. Sandra continuava con il suo silenzio, a tratti interrotto da qualche laconico saluto. Aveva deciso di lasciar stare,di non forzare la situazione, perché quando si sta male non si vuol sentire niente. Magari prima o poi sarebbe tornata e lei l’avrebbe aspettata,in silenzio,ma non era così sicura.
Era molto tesa per l’incontro con il piccolo T. nonostante avesse preparato tutto con estrema cura e analizzato ogni dettaglio. Non ne parlava e con chi avrebbe potuto farlo? Con la regina madre era improponibile, le avrebbe risposto che quello era il suo lavoro e quindi peggio per lei.
Venerdì sarebbe dovuta ritornare a Bologna e questo la disturbava parecchio. Aveva giurato a se stessa che non avrebbe più fatto niente del genere. Troppo destabilizzante.
Con un bel pianto sarebbe passato tutto. Le lacrime lavano la paura

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