75

ore 14.18
Per qualche settimana non si era fatto più sentire, non così forte almeno, e poi improvvisamente torna, si fa beffa di te, ti immobilizza.
E’ lui, il panico.
Sei fragile e sai che non serve a niente parlare o chiedere aiuto. Lui è dentro di te.

ore 23.01
Le stava provando tutte: tv, enigmistica, mandala.
Ma non riusciva a sentirsi tranquilla e se le avessero chiesto cosa stesse succedendo, probabilmente avrebbe elencato una serie di pensieri indefiniti che magari non avevano nulla a che fare con quello stato di allarme attaccato alla sua anima sin dalle prima mattina,escludendo, naturalmente, l’ora trascorsa con Giù Giù.
Forse il problema della bionda tredicenne l’aveva scossa troppo.
Forse era la solita sindrome pre-mestruale del cazzo.
Forse non voleva partire per andare a Bologna.
Forse il silenzio di Sandra, che lei rispettava, le stava facendo male.
Forse era veramente orribile come credeva e come si vedeva guardandosi allo specchio, dentro e fuori,con quei capelli schifosi, che diamine, avrebbe voluto raderli a zero e poi tutte quelle cicatrici sul suo viso, l’ultima se l’era procurata solo pochi giorni prima, visibile anche da lontano, come per dimostrare qualcosa al mondo.
Altro che raggio di sole, come qualcuno l’aveva definita qualche giorno prima.
E poi aveva paura, una paura di cui avrebbe dovuto parlare con Lavinia, ma era difficile, sapeva che le parole si sarebbero perse.

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