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Se Sandra non l’avesse fatta incazzare, probabilmente non avrebbe scritto nemmeno quella sera. Erano stati giorni molto densi, tanta tensione e stanchezza che l’avevano portata ad addormentarsi alle 22.30.
Doveva riabituarsi ai ritmi pre ricaduta. Non voleva comunque lamentarsi. Era meglio così.
Intanto aveva realizzato che la settimana dopo sarebbe dovuta tornare a Bologna e l’ansia, naturalmente, non aveva perso occasione per mostrarsi in tutta la sua invadenza.
Non che i giorni precedenti ne fossero stati immuni.
Ricominciare con un nuovo bambino era stata una prova difficile, era spaventata, tesa e non era proprio certa di essersela cavata bene. L’essere insicuri su tutto, rende le cose complicate e a volte ti porta all’abbandono preventivo.
Poi la risata del piccolo Giù, la dolcezza di T, il caffè nella padella (che devi necessariamente far finta di bere) dei cuccioli al nido, ti fanno stare bene. In realtà il problema è soprattutto prima e tantissimo dopo.
Avrebbe voluto dire a Lavinia di non lasciarla sola così a lungo, perché era pur vero che aveva resistito, a era stata veramente dura.
Anche la bionda tredicenne aveva dato un contributo non da poco e nonostante avesse trascorso le ultime 72 ore a spiegarle che i cretini sono la peggior categoria dell’umanità, in quanto non puoi spiegargli niente perché si rifiutano di capire né tantomeno puoi dar loro un consiglio poiché si ritengono i migliori del mondo, continuava a non voler andare a scuola.
Rientrati i genitori biologici, aveva passato a loro la patata bollente ed era sicura che la biondina, il lunedì successivo, sarebbe tornata nei ranghi.
Di Sandra non voleva più parlare, le dispiaceva che le avesse risposto male, ma anche a lei era capitato di avere lo stesso atteggiamento in un momento di forte crisi. Magari qualche giorno di silenzio sarebbe giovato. Avete aveva la sensazione che le desse fastidio l’argomento lavoro e d’altronde era proprio quello che aveva scatenato la sua ira. Probabilmente condividere con lei l’ansia e la gioia del nuovo impegno non era stata una mossa saggia.
La spaventava andare da Lavinia la mattina dopo. Nelle ultime settimane avevano parlato solo di lavoro e ritornare a parlare di se stessi sarebbe stato un salto nel buio.

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