68

Se in quel momento qualcuno le avesse chiesto se si sentisse sola, lei avrebbe risposto sì e senza esitazione alcuna.
Se in quel momento qualcuno le avesse chiesto di descrivere quella sensazione lei avrebbe risposto raffigurando un lavandino, in cui l’acqua scorre e poi va via senza lasciare niente.
Se in quel momento qualcuno l’avesse accusata di essere cinica,
egoista e cattiva, lei si sarebbe riconosciuta.
Se in quel momento qualcuno le avesse chiesto perché piangesse, lei avrebbe detto di sentirsi inutile, stanca e senza prospettive.
Per fortuna nessuno le chiedeva nulla, infondo lei era come un fantasma. Era invisibile. Nessuno si sarebbe accorto della sua mancanza.

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5 pensieri su “68

  1. Nei tuoi post è difficile mettere “mi piace”: io lo metto come “segno” che sono passata e che ho letto, ricordatelo. Quello che ti vorrei dire, è che a volte, anche se non ci crediamo, io penso che sia un bene non dover dare troppe spiegazioni. Quando siamo al limite, quando stiamo per scoppiare, io credo che se scoppiassimo davanti agli altri ci metteremo nelle condizioni di dover dare ulteriori spiegazioni a chi ci sta intorno e questo non farebbe che acuire la nostra ansia e tutto il nostro malessere. Non sei invisibile, qui non lo sei. Nessuno di noi non lascia nulla. Anche se non abbiamo prospettive. Io penso che i fantasmi non esistono. Li abbiamo dentro noi, ma non siamo noi. Ti abbraccio.

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    • Tesoro….sì i fantasmi sono dentro e scappano lontano quando vedono un po’ di luce. Scrivo qui perché sono ben consapevole che se parlassi fuori da questo spazio sarebbe un gran macello. Grazie di esistere …

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      • Eh si era proprio quello che volevo dire. Ti racconto una cosa: avevo 15 anni e andavo a scuola, e ho detto delle cose ai prof. Erano cose vere, in parte erano cose che vivevo, in parte erano cose che sentivo, e in parte erano cose che loro hanno avuto paura succedessero. Ma al tempo nemmeno mi drogavo pesantemente, diciamo sporadicamente. Non credo nemmemo fosse un grido d’aiuto il mio, ma era solo un modo per avere attenzione o qualcosa del genere. Sta di fatto che i professori avvisano il tribunale dei minori, che avvisa gli assistenti sociali che mi vengono a prendeee a scuola che un giorno dal nulla mi vengono a prendere a scuola, e mi portano in comunita’. Per 4 mesi, non ho visto nessuno, non ho visto i miei (due volte li dentro li ho visti), non sono andata a scuol, e non sapevo se sarei uscita di li prima dei 18 anni. 4 mesi con ragazze che si facevano di roba da anni, in un posto mai visto con persone mai viste. Senza vestiti miei, senza un cazzo. Ok: a me e’ andata di lusso perche’ i miei hanno capito la situazione, non si sono incazzati, hanno pagato tre avvocati bravissimi, di ancona, e in 4 mesi hanno rivoltato le accusw della scuola, e hanno riavuto la patria potesta’. Credo che si dica cosi. Perche’ a me hanno spiegato cosi’, che avevano tolto la patria potesta’ ai miei. Io una volta uscita di li sono voluta tornare nella stessa scuola e appena uscita ho iniziato a drogarmi seriamente. Ecco tutto. Ma da li ho capito che ci sono poche persone a cui potersi affidare. Io adesso ho un blog aperto dove dico tutto perche’ a ogni modo so di essere fuori da certi problemi, e il fatto di averlo mi aiuta anche a non farmi ad esempio. Ma nel frattempo a te dico che qualche volta le persone esterne, incompetenti, possono peggiorare la situazione. Anche senza volerlo. Ma fanno danni grossi. Irreparabili. Ovviamente io credo nel poter trarre qualcosa di buono ovunque. Le sette ore che passi con i bimbi sono sicuramente vissute al massimo. E mi auguro che col tempo diventeranno di piu’. Ti abbraccio.

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