64

Forse per colpa del mal di gola o di quel dannatissimo ciclo che aveva deciso di passare le feste altrove, le ultime 36 ore erano state, dal punto di vista fisico, una merda. Il mal di testa le era penetrato nel cervello e nonostante ciò aveva pensato bene di montare i filmati per il case report, ma ad un certo punto anche il pc era entrato in modalità rifiuto e con suo enorme scazzo si era riavviato facendole perdere alcune riprese, conti alla mano ci sarebbero volute ancora due osservazioni. Ma qualcosa le diceva che quell’esame lei non l’avrebbe mai sostenuto.
Il giorno precedente era anche riuscita ad andare al centro commerciale, a comprare qualche tuta, un paio di magliette. Era tornata stremata, nemmeno una giornata con i nani la distruggeva così.
In fondo era stata tranquilla… niente voglia di telefonare, né di parlare. Si era limitata a guardare gli altri aspettando di andarsene a letto. Ok, aveva perso tempo a scorticarsi la pelle, ma qualcosa doveva pur fare e adesso si ritrovava con due buchi in posti per fortuna non visibili. In realtà la paura non ti lascia mai, dopo aver fatto il biglietto aereo per il corso di Bologna era stata assalita da pensieri negativi ingombranti e anche maleducati perché arrivavano tutti insieme, senza nemmeno rispettare la fila. Forse era stato un errore e mentre il “cugino bravo e intelligente” a tavola parlava di viaggi in luoghi fantastici lei era in piena crisi per quelle 48 ore da dover affrontare completamente da sola. Le era venuto da piangere, naturalmente in silenzio, non dovesse mai succedere che qualcuno potesse rimanere turbato.
Per sopravvivere a quel pranzo si era inventata una favola, aveva già tutta la trama. Ma non aveva deciso di smetterla con le favole? Anche loro arrivavano senza permesso. Probabilmente per salvarla da gesti inconsulti.
Si era però accorta di una cosa molto strana e se non avesse letto il blog di Demcup,forse non ci avrebbe nemmeno fatto caso.
Per lui non aveva avuto nessun pensiero. Era come sparito, disintegrato. Era la prima volta in più di dieci anni.
Era così impegnata a tenere a bada il frastuono della sua testa che si era completamente dimenticata del concerto del giorno dopo. Dalle parti della nana bionda erano tutti malaticci e di andarci da sola proprio non se ne parlava. Per quanto tutto fosse soft e rilassante ( autobus,posti numerati),lei aveva preso quei biglietti solo perché Giada aveva insistito. Avrebbero perso i soldi a meno che santa tachipirina e sua sorella beata bentelan non avessero compiuto un miracolo nella notte. Ma lei era presa da altre cose. Come al solito non sapeva cosa augurarsi.

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9 pensieri su “64

  1. Faticoso è faticoso. Molti pensano che per lavorare con i bimbi piccolissimi ( i miei vanno da 3 mesi a 3 anni), sia solo una faccenda pratica: cambiarli, dargli da mangiare. In realtà c’è dietro tanta programmazione, tanta ricerca per offrire loro stimoli adatti, riuscire a vederli singolarmente oltre che come parte di un gruppo. E’ qualcosa che devi fare con amore e con pazienza, altrimenti scappi via dopo pochi giorni ( ci è capitato con varie tirocinanti). Poi i bimbi sono eccezionali. Non hanno nessun tipo di preconcetto o barriera, sono sinceri fino alla crudeltà e ti danno amore incondizionatamente, ma non devi tradirli. Comunque il nostro è un lavoro divertente, gioioso, pieno di coccole e nasini gocciolanti.
    Con i bimbi in difficoltà la cosa è un po’ diversa, l’autismo poi è qualcosa di misterioso. Non tutti possono lavorarci e anche noi operatori non possiamo lavorare con tutti i casi.
    Scienze politiche deve essere una cosa fica. Io ho scartato a priori scelte come la tua perché avrei mandato in fallimento interi stati o banche, 🙂

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