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Si era richiusa in se stessa.
Non aveva nessuna voglia di parlare, figuriamoci di uscire e Sandra l’unica dopo la pupa tredicenne che riusciva a convincerla a mettere il naso fuori di casa, quel giorno aveva fallito miseramente.
A perseguitarla una stanchezza indefinita, l’unica cosa che desiderava era dormire.
Non sentiva assolutamente l’atmosfera natalizia anzi era sempre più convinta che il Natale esistesse solo per i bambini gli unici che ancora riuscivano a sorprendersi, a sentire la magia e allora si sforzava perché al nido si respirasse aria di festa e serenità per quanto ci fossero ancora aspetti di non poco conto da definire. Aveva trascorso il pomeriggio a plastificare alberelli e nonostante fosse consapevole che la loro fine sarebbe stata una pattumiera dell’immondizia, si ostinava ogni anno a prepararli.
Anche il materiale per il piccolo Giù era pronto, non è che fosse molto convinta di quello che stava facendo, ma il capitolo master andava chiuso, in ogni caso.
Sulla casella mail il volantino del corso di Bologna e lei combattuta tra il voler partecipare e la consapevolezza che non lo avrebbe mai sfruttato, se non per insegnare alla piccola Sofia qualche parola d’Italiano.
Da quel punto di vista si sentiva una fallita e questa sensazione la faceva parecchio arrabbiare. La colpa era stata solamente sua e per quanto fosse abituata a ad accusare gli altri dei propri disastri, non riusciva a trovare nessun capro espiatorio.
Negli ultimi giorni si era fermata a riflettere sul suo modo di classificare il prossimo, di inserirlo in certe categorie a volte fermandosi alle apparenze.
Pretendeva spesso che gli altri guardassero oltre e si accorgessero del suo cuore, ma lei come si comportava?
Non si lasciava toccare se non dal sorriso e dalla tenerezza dei bambini.
Rispondendo ad una domanda su un forum su cosa fosse per lei la solitudine della depressione, aveva risposto che è come guardare la vita scorrere da dietro un vetro e non poterne farne parte se non in apparenza.
Probabilmente quella frase riassumeva le ultime 36 ore. forse si era solo trattato di una brutta giornata.

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