34

Trovare un titolo

In bilico sempre, tra speranza e abisso.
Giorni confusi, veloci e finalmente, in quel sabato, aveva sperimentato uno scampolo di tranquillità, nonostante la regina madre trovasse sempre le parole giuste per farla sentire insicura e colpevole.
Il tempo passava inesorabile, nonostante tutto, nonostante i problemi non risolti, ma solo sospesi e a volte riusciva a mettere una pezza in un buco dell’anima.

Buon viaggio cucciola.

L’indomani la piccola Desirè e i suoi dolcissimi genitori sarebbero partiti per la Germania. Il saluto era stato triste, ma carico di speranza per un futuro migliore. Desirè… aveva solo 2 mesi all’entrata al nido che per 3 anni era stata la sua seconda casa. Una delle bimbe più difficili da gestire. I primi mesi faticosissimi quando piangeva disperata e beveva solo 40 grammi di latte. L’ansia dei suoi giovanissimi genitori, i controlli, sempre negativi e lei che proprio non voleva saperne di crescere. E poi un fiore che sboccia, finalmente le prime pappe ( quattro cucchiai scarsi quando andava bene), i primi passi, l’incredibile intelligenza. Sempre attaccata mano nella mano o sulle ginocchia. Il passaggio alla materna era stato durissimo e comunque non vederla saltellare per le vie del quartiere le sarebbe mancato. In tutto questo la consolazione di saperla in cammino verso una vita più serena.
La riflessione sul suo lavoro era stata, a quel punto, inevitabile.
Quel lavoro che in quelle ultime 72 ore le aveva provocato talmente tanto malessere da volerlo abbandonare, buttare via, perché a volte riuscire a tenere tutto in piedi diventa un’impresa apocalittica, soprattutto quando non puoi contare su un aiuto forte.
E allora li aveva ricordati uno per uno, quei 16 anni, compiuti proprio una settimana prima, di tutti i bambini cresciuti, di quelli che ancora si ricordano e ti fermano per strada, di quelli che si sono dimenticati, delle famiglie che ti sono rimaste nel cuore e con cui ci si sente e vede ancora, dei casi più complicati. Tornano in mente visi, colori, sorrisi e risate, i pianti e i pannolini li dimentichi, come per magia, perché è solo la gioia che riesci a ricordare. Da Simone ed Eugenio, oggi 17enni ad Adriano e Diana, un anno ancora da compiere.
E poi ci sono quei genitori che ti ringraziano con gli occhi, quei papà che vedendoti stanca tirano fuori una battuta di spirito capace di farti dimenticare un lunedì nero di lacrime e cacche, con un’attività andata a monte e costruzioni sparse dovunque. Le mamme con le torte e quelle che ti chiamano la domenica pomeriggio per aver cantata la canzoncina del lupo grosso, quelle vegane con le pretese più assurde e quelle con cui proprio non ti comprendi, con cui non riesci a stabilire un contatto. Ci sono i cuccioli che non sei riuscita ad aiutare fino in fondo e le storie storie difficili.
Ci sono le ossa malridotte e il tunnel carpale e c’è chi lavora con te, persone importanti e imprescindibili, ma con un rapporto sempre in fase di costruzione, capace di spezzarsi e risaldarsi nello spazio di una notte.
Perché alla fine sono i bambini il nostro bene più prezioso e allora hai voglia di andare avanti, anche solo per un giorno ancora.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...