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La Madonna del mare

Su un’isola sconosciuta ai più, dove il cielo si mischia con il mare, viveva una bambina.
Nessuno sapeva di chi fosse figlia, in giro si diceva che fosse arrivata in fasce dentro una barca alla deriva, era stata adottata dalla comunità di pescatori e qualcuno rimanendo incantato dal colore dei suoi occhi, verdi come il mare d’inverno, particolare assai raro in quei luoghi, decise di chiamarla Perla.
Correva tra le dune e tra le barche, sfamata un giorno dall’uno e ospitata la notte dall’altro.
Tutti le volvano bene nonostante avesse lo strano vizio di nascondersi e origliare i discorsi degli abitanti, andando poi a riferirli in giro. Più di una volta era stata causa di discussioni e malintesi e a nulla servivano le severe reprimende del rais, il capo dei pescatori. Infondo anche lui sperava che crescendo tutto si risolvesse e che Perla mettesse la testa a posto. Questo però non accadde e all’età di dodici anni la situazione mutò radicalmente. La ragazzina udendo due uomini discutere di una piccola caletta molto pescosa, la cui posizione doveva rimanere segreta, non resistette alla tentazione e senza pensarci due volte, corse a raccontarlo ad un altro gruppo di pescatori che non vollero lasciarsi sfuggire una così ghiotta occasione. Quando le due barche si trovarono nello stesso punto, scoppiò una brutta lite per la supremazia e per poco non ci scappò il morto.
La misura fu colma. Il rais, seppur a malincuore, dovette cacciare Perla e confinarla dall’altra parte dell’isola, dove era custodita un’antica statua della Madonna, venerata dai pescatori. Avrebbe avuto una piccola capanna, cucito e rammendato le reti per la pesca in cambio di cibo e acqua. Avrebbe potuto lasciare solo di notte, in modo che non nessuno potesse vederla. Si sarebbe riabilitata soltanto se avesse compiuto un gesto di estrema generosità. Ma su questo ultimo punto nessuno ci contava granché.
Non fu facile per lei abituarsi alla nuova vita. Sin da piccolissima era stata libera come l’aria, in simbiosi con il cielo e come il mare e non capiva, forse per la sua giovane età, cosa avesse fatto di tanto grave. Per lei era solo un gioco.
Al compimento dei suoi diciotto anni, Perla si era trasformata in una ragazza bellissima. I suoi lunghi capelli erano ornati dalle conchiglie trovate tra le reti e i suoi occhi verdi erano come due gioielli smarriti, lasciati lì da qualcuno che ne ignorava l’inestimabile valore.
Davanti la sua porta era collocata la Madonna del mare. Secondo una vecchia leggenda un equipaggio di marinai che trasportava questa statua da un’isola ad un’altra, fu sorpreso da una violenta mareggiata. La barca si capovolse e con essa tutto il carico. I marinai sembravano spacciati, ma si salvarono aggrappandosi alla base della statua. Da quel momento la popolazione cominciò a considerare miracolosa quella Madonna e sempre andava a pregarla e ad affidarle angosce e segreti.
Perla cominciava a lavorare al tramonto e sin dal primo giorno non mancava di rivolgere una preghiera alla Madonna, affinché le desse una possibilità di rinascita, una prova che le consentisse di dimostrare a tutti il proprio cambiamento. Ma probabilmente nemmeno lei credeva che sarebbe arrivata mai un’occasione di tal sorta. Per il resto del giorno era obbligata a rimanere in casa e a chiudere tutte le finestre quando qualcuno si recava a pregare. Non poteva vedere e soprattutto ascoltare nessuno. Se qualcuno l’avesse notata sarebbero stati guai seri.
La notte per Perla era un’amica fidata. Le regalava l’aria del mare, ricordo e memoria di una via spensierata e felice.
Non sperava più che qualcosa cambiasse. Era certa che avrebbe trascorso isolata la sua intera esistenza. Eppure, in una notte come le altre, mentre la ragazza era impegnata a intrecciare le trame delle reti, un insolito rumore di passi condusse lì qualcuno; non fece in tempo a rientrare in casa che una figura apparentemente sconosciuta era già inginocchiata a pregare. Non potendosi più muovere si nascose dietro una roccia e fu, suo malgrado, costretta ad ascoltare.
Perla non riusciva a veder bene, ma le parve di capire che si trattasse di un giovane uomo. Le parole che udì, però, le parsero chiarissime: L’accorata preghiera chiedeva protezione per l’intera comunità. Una banda di predoni era sbarcata sull’isola vicina facendo incetta di denaro e provviste. Se fosse successo anche a loro non sarebbero sopravvissuti alla stagione invernale, quando il mare al massimo della propria forza, costringeva le barche a rimanere inermi sulla spiaggia. Prima di andar via, lo sconosciuto confidò alla madonna il nascondiglio segreto dove erano custodite le monete dei tributi e le riserve di cibo e acqua. Solo il capo villaggio poteva sapere questo segreto.
Perla che fino a quel momento aveva trattenuto il respiro, perse l’equilibrio, tradendo la propria presenza. Terrorizzata si alzò e la luna, che era rimasta a sonnecchiare dietro una nuvola, si svegliò improvvisamente illuminando il piccolo cortile.
Si guardarono negli occhi per pochi intensi secondi. La ragazza, nonostante fossero passati molti anni, riconobbe Muir il figlio del rais. E come poteva dimenticarlo? Con lui aveva trascorso interminabili ore a fantasticare di oceani e mostri marini. Avevano corso nel tramonto fino a non aver più fiato. Era stato il suo primo e unico amico. L’aveva aiutata sino all’ultimo e l’aveva accompagnata con lo sguardo mentre gli anziani la portavano verso quella che poi sarebbe stata la sua prigione.
Adesso era lui il capo, ma la ragazza non capiva perché avesse deciso di pregare di notte, sapendo che lei poteva uscire di casa solo in quelle ore.
Forse voleva rivederla o, cosa ancora più incomprensibile, affidarle quel prezioso segreto.
Muir, da parte sua, non riusciva a distogliere i suoi occhi da quelli di Perla. Avrebbe voluto prenderle le mani e spiccare il volo come i gabbiani che inseguivano da bambini, ma la sua nuova responsabilità non gli consentiva di cedere a tale desiderio e mesto prese la strada del ritorno senza rivolgere alla giovane parola alcuna.
Perla fu assalita da mille dubbi e rimase immobile ad ascoltare il suono della notte, ignara di ciò che accadeva alle sue spalle.
I predoni, in realtà, erano già sbarcati e avevano cominciato a seguire Muir. Disgraziatamente avevano udito anche la preghiera, ma non conoscendo l’isola, ignoravano dove si trovasse il nascondiglio citato dal giovane rais e di certo non avevano tempo da perdere.
Armati di bastoni e pugnali circondarono Perla decisi a farla parlare.
Lei non si lasciò intimidire, era anche disposta a morire pur di non tradire la sua gente.
I predoni cercarono di convincerla con le lusinghe, promettendole una vita da regina ed enormi ricchezze e non riuscendo ad ottenere nulla, passarono alle maniere forti.
La fanciulla ripercorse interamente la sua breve vita quando il più feroce della banda brandì il pugnale contro di lei, ma proprio in quell’attimo, un colpo di vento fece vibrare la statua della Madonna del mare che cadde rovinosamente sull’uomo.
Ferito e spaventato richiamò gli altri compagni. Bisognava fuggire e riprendere la via del mare.
Perla, stordita dai colpi, chiuse gli occhi affidando il proprio spirito a Dio e chiedendo perdono.
Muir, intanto, si trovava sulla spiaggia pronto ad accogliere gli equipaggi di ritorno dalla battuta notturna e scrutando la baia, notò una barca che sicuramente non apparteneva a un pescatore dell’isola. In un lampò comprese la situazione. Diede l’allarme e mentre alcuni dei suoi più fidati uomini catturavano i predoni, lui corse verso casa di Perla e quasi gli scoppiò il cuore quando la vide distesa a terra priva di sensi. Si chinò per baciarla per la prima e ultima volta e fu così che si accorse di un flebile respiro. Era ancora viva.
La prese in braccio e la portò a casa sua, pronto a perdere i privilegi che la sua posizione garantiva e a sfidare le ire del vecchio padre e di tutta la comunità.
Perla dormì per tre interi giorni. Muir rimase vicino a lei ogni istante e non solo lui. Tutto il paese corse al suo capezzale. I predoni, infatti, messi alle strette, confessarono i propri misfatti e dissero anche che la fanciulla non aveva rivelato loro nulla e che mai avevano visto tanto coraggio e fierezza. L’isola era salva grazie a quella ragazzina impertinente con gli occhi verdi come il mare. Non si era trattato di un semplice gesto di generosità, ma di qualcosa di eroico.
Perla si risvegliò una mattina piena di sole e da quel momento la sua vita cambiò.
Sposò il suo Muir con una grande festa e ai due venne concessa la casa più bella dell’isola che però rifiutarono, decidendo di andare a vivere nella vecchia capanna di Perla, accanto alla statua della Madonna, di cui divenne custode. Muir rifiutò la carica di rais dell’intero arcipelago ritornando ad essere un semplice pescatore e lei lo attesa tutte le notti rammendando le reti, sino all’ultimo giorno che passarono insieme.
La leggenda di Perla e Muir circola ancora tra i pescatori e chiunque passi dall’isola non nega mai una visita alla Madonna del mare, affidandole ancora, e forse per sempre, i segreti del cuore.

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