21

Quando tutto ritorna

Finalmente l’indomani sarebbe stato lunedì.
Gli ultimi due giorni erano stati tremendi, a tratti le era sembrato di essere tornata a 3 mesi prima, quando il corpo sembrava non voler più rispondere alla mente.
Cuore impazzito, sensazione di smarrimento, ma forse smarrita lo era veramente.
Lei sapeva perché si sentiva così. Il litigio con Anna, il venerdì precedente, aveva annullato tutti i buoni propositi e l’aveva fatta precipitare nuovamente nell’insicurezza più totale. Dall’altro fronte, era come se adesso lei non servisse più. Si sentiva inutile e per questo abbandonata. Era tutto molto vuoto adesso.
Aveva pianto.
Aveva scritto.
Era arrivato il mal di testa, penetrante, insistente.
Non succedeva da tanto di ricercare i sintomi su Google. Aveva visto di tutto, dalla banale nevralgia, al tumore al cervello più complicato, e poi la ricerca degli ospedali, dei medici. Una spirale che difficilmente si ferma, fino a che non incontri la storia di una persona che il tumore al cervello c’è l’ha veramente e a quel punto ti senti una totale merda, capisci che non meriti di vivere.
E il voler abbandonare tutto. Perché hai la sensazione che non potrai mai uscire da quella prigione. Che ti sei costruita da sola.

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