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Abbracci

A volte l’anima rimaneva gelata per ore e niente riusciva a riscaldarla e poi….e poi un regalo inaspettato, l’abbraccio del piccolo gigante Angelo, che le era saltato letteralmente tra le braccia,davanti agli occhi esterrefatti della panettiera. La stretta era la stessa del primo giorno di nido, ormai quattro anni prima. Indimenticabile quel piccolo grande monello che a 18 mesi era alto quando un bimbo di 3 anni e che l aveva fatta disperare fino allo sfinimento. Era uno dei pochi che aveva amato sin dal primo istante , i suoi occhi birbanti godevano di un posto privilegiato nei ricordi e nel cuore.
E anche il sorriso di Sandra sempre piú esaurita,le coccole di Clo e Franci,cresciuti e sempre piú tosti. Come ritornare a casa da un lungo viaggio. Uno dei pochi posti al mondo dove si sentiva accolta.
Il contatto, il calore umano, che a volte lei rifuggiva fungevano da anestetico e per qualche ora avrebbero tenuto a bada l’inquietudine e la paura.
Il profumo di un fiore capace, con la sua intensita, di allontanare il piú temibile dei mostri.
Per qualche istante le era sembrato possibile e che in fondo, non si trattasse solo di una favola.

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