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Sally e le prospettive

Era stato un pomeriggio strano, quasi indecifrabile, uno di quelli che non sai mai dove ti possa condurre.
Avrebbe voluto dire tante cose, ma era solo riuscita a piangere, forse avrebbe voluto ripetere come un mantra “ho solo paura di rimanere da sola”, soltanto che tutto si era fermato a metà come se le parole si perdessero o peggio ti facessero un dispetto confondendosi nella tua mente. Lei sarebbe rimasta in quella stanza fino alle otto, perché inspiegabilmente quell’ambiente la rasserenava.Si sentiva al sicuro.
La vita fuori, però, era un’altra storia.
Dopo essere rimasta 20 minuti in macchina, paralizzata come le statue di ghiaccio di Frozen,era riuscita a riprendere il controllo e ad acquistare il tanto famigerato computer.Persa tra scontrini, garanzie e commessi lenti al pari di bradipi zoppi, le sembrava di aver scalato l’Everest a mani nude.
Al ritorno c’era stato l’incontro con il solito camion bastardo piantato nel mezzo della carreggiata, ma lei non aveva fretta. Piangeva ancora e e a seguirla c’era un meraviglioso tramonto che sembrava quasi fermo a voler aspettare che lei compisse tutto il tragitto.
E poi quella canzone alla radio che ti salva la vita,che sbuca dal fuori dal nulla e apre una porta tra te e l’infinito. Sa chi sei senza conoscerti e usa le stesse parole che pronuncerebbe la tua anima, se solo sapesse parlare.
La Sally di Vasco poteva benissimo essere lei, anche se non ricordava in quale periodo le fragole fossero ancora buone da mangiare, forse la tristezza ne aveva cancellato il ricordo.
Quella sera erano stati in due a centrare i bersaglio. Una era una psicologa e l’altro un mito della musica, così lontani eppure così vicini.
Era tutta una questione di prospettive e lei avrebbe preferito un dolore visibile, che non avesse bisogno di essere spiegato, che si svelasse e parlasse al suo posto.
Da ragazzina aveva provato a ferirsi, a farsi del male, ma la codardia era troppa per arrivare fino in fondo. Si chiedeva ancora, dopo tantissimi anni, se non fosse stata più furba la sua compagna di classe che drogandosi aveva reso manifesto il suo dolore dandogli una sorta di senso, seppur distorto.
“La vita è tutto un equilibrio sopra la follia” e lei la prova sulla fune la affrontava tutti i giorni con i pugni stretti e gli occhi chiusi per non vedere il baratro sotto i suoi piedi

Sally cammina per la strada senza nemmeno
guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa
ti può crollare addosso
Sally è già stata punita
per ogni sua distrazione o debolezza
per ogni candida carezza
data per non sentire l’amarezza

Senti che fuori piove
senti che bel rumore

Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente
Sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra follia

Senti che fuori piove
senti che bel rumore

Ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso
del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po’ male
Forse alla fine di questa triste storia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
per vivere davvero ogni momento
con ogni suo turbamento
e come se fosse l’ultimo

Sally cammina per la strada leggera
ormai è sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
ed un pensiero le passa per la testa
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa s’è salvato
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
forse era giusto così
eheheh
forse ma forse ma si
cosa vuoi che ti dica io
senti che bel rumore

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