Breathe- Midge Ure

Anno di grazia 1996, 18 anni, gli stessi che G. ha adesso, tu eri già troppo diversa da tutti gli altri, nessuno si accorgeva della sofferenza che  ti squarciava l’anima, poi sarebbe stato anche peggio, ma per fortuna non lo sapevi e ancora speravi.
Ascolti questa canzone tutta d’un fiato, la macchina sembra andare da sola, intanto si stringono i pugni e si ricacciano le lacrime, a volte torni a chiuderti, ti svegli ogni mattina, non si sa come e perché,eppure ci provi, ti aspettano una serie di salti nel buio, ma intanto BREATHE…BREATHE…

With every waking breath i breathe
i see what life has dealt to me
with every sadness i deny
i feel a chance inside me die

give me a taste of something new
to touch, to put, to pull me through
send me a guiding light that shines
across this darkened life of mine
breathe some soul in me
breathe your gift of love to me
breathe life to lay ‘fore me
breathe to make me breathe

for every man who built he home
a paper promise for his how
he fight against an open flow
of lies and failures we all know

to those who have and who have not
how can you live with what you’ve got
give me a touch of something sure
i could be happy ever more

breathe some soul in me
breathe your gift of love to me
breathe life to lay ‘fore me
to see, to make me breathe
breathe your honesty
breathe your innocence to me
breathe your word
and set me free
breathe to make me breathe

this life prepares the strangest things
the dreams we dream of, what life brings
the highest highs can turn around
to sow love’s seeds on stony ground

T’insegnerò a volare. Alex ( R.Vecchioni F.Guccini)

Il vecchio portatile che non riesce a connettersi, l’ipad ancora in riparazione, gli occhiali da sole nel frigorifero, la materia di Giovedì che studi da 3 mesi, ma di cui non ricordi una parola, il mare meraviglioso di oggi, Romeo che ringhia ad una zanzara, volevi parlare di tutto e niente, ma non ci riesci, il pensiero va solo e soltanto ad Alex Zanardi, al suo incidente, cazzo, non è possibile, ti domandi perché la vita debba essere così schifosamente meschina, tu sei sempre stata ammirata dal suo coraggio, dai suoi occhi puliti , mai una parola di rabbia contro il destino, quasi un essere soprannaturale, il tuo eroe, stasera ogni cosa stasera perde importanza.

Forza Alex, dal piccolo di una piccola anima che ha trovato coraggio e ha volato con la fantasia ascoltandoti e guardando le tue imprese..non mollare, il mondo ha troppo bisogno di te.

La stanza ad Indianapolis
è buia ma ricordo
ricordo il tuono e il pubblico
e un universo sordo
poi che mi vien da ridere
e faccio per alzarmi
che oggi devo correre
e sto facendo tardi
poi che mi guardo e vedo ma
ci son le stelle fuori
e un mare di colori

E se non potrò correre
e nemmeno camminare
imparerò a volare
imparerò a volare

Se partirai per Itaca
ti aspetta un lungo viaggio
un mare che ti spazza via
i remi del coraggio
la vela che si strappa e il cielo
in tutto il suo furore
però per navigare solo
ragazzo, basta il cuore
qui si tratta di vivere
non di arrivare primo
e al diavolo il destino

E se non potrai correre
e nemmeno camminare
ti insegnerò a volare
ti insegnerò a volare

Mica si dice inverno se
vien giù quel po’ di neve
mica finisce il giorno se
di notte il sogno è breve
questa vita è una donna che
ti ama come sei
questa vita è un amore che
non ti tradisce mai
questo venire al mondo è stato
un gran colpo di culo
pensa se non nascevi

E se non potrai correre
e nemmeno camminare
ti insegnerò a volare
ti insegnerò a volare
Mica son le stelle a farlo
e i santi men che meno
te lo fai tu il destino

E se non potrai correre
e nemmeno camminare
ti insegnerò a volare
ti insegnerò a volare.

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Camminare.

Il vento cambia direzione, ma non la sostanza, tu continui a camminare, nessuno può toglierti la passeggiata al tramonto con Romeo, lui piccolo quadrupede bianco, adora uscire e fa le feste a chiunque incroci la vostra strada,le sue orecchie svolazzano di qua e di là, uno di questi giorni finirà per decollare.Camminare ti calma, sempre la stessa strada, gli stessi passi, come se questo ti aiutasse a trovare quella sicurezza che non hai, il tuo lavoro comincia a mancarti, ti capita di voltarti indietro, non a guardare il porticciolo alle tue spalle, quello sai che lo ritroverai l’indomani e il giorno dopo ancora, ma tutte le scelte che hai compiuto, ti perdi nei “se”, nei “forse, parole infinitamente stronze che ti mettono davanti ad interrogativi altrettanto bastardi, magari hai sbagliato tutto, sarebbe potuta andare in un altro modo, non riesci a farci pace, proprio non ci riesci, il sole tramonta, domani, si ricomincia.

Nulla

Assenza totale di rapporti umani nelle ultime 48 ore, solo studio, bella sensazione, la tua mente era talmente assuefatta da non riuscire a pensare ad altro, ad un certo punto ti sei chiesta se esistesse realmente qualcuno nel mondo fuori, ma forse non ha importanza, tu rifiuti quella realtà, ti spaventa, non vuoi affrontarla,  rimandi decisioni mentre il tempo incalza, cammini su un filo sottile,prima o poi dovrai sporgerti.

Nascondino.

Sei rimasta a fissare lo spazio bianco dello schermo per almeno vento minuti, le parole non ne vogliono sapere di accompagnarti nel cammino della comprensione, vorresti dire tante cose, ma alla fine non ne viene fuori nessuna, proprio come durante l’ultima seduta di psicoterapia, il tempo è poco e i pensieri sfuggono, non sei mai riuscita a sistemarli e a costruire un discorso coerente che ti riguardasse, fondamentalmente lasci che chi ti conosce interpreti o come in un gioco a quiz cerchi di indovinare il tuo stato d’animo, come dice Alf, potrebbe essere più facile cavare un dente ad leone sveglio che riuscire a farsi dire da te il perché di una tristezza o la causa scatenante di un attacco di panico, a pensarci bene ti hanno sempre insegnato a giocare a nascondino, quello che conta è celare il proprio aspetto interiore per salvare la faccia esterna, quando sei esausta  tutti i muri di contenimento crollano,  chiedi aiuto, lasci che ti scoprano,accade a volte con Alf e S., sta succedendo ultimamente con D. lo psicoterapeuta, naturalmente dopo arriva perentoria la paura che ti ordina di ricostruire tutto e subito, nessuno deve poter entrare, troppo rischioso, bisogna nascondere le tracce e soprattutto le lacrime.

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Persone altamente sensibili.

Non sai quanto tutto questo sia attendibile scientificamente, magari esistesse un qualcosa che potesse definire quello che sei..

Secondo le ricerche di Elaine Aron (psicoterapeuta) e del marito Arthur Aron (neurologo), le Highly Sensitive People (HSP) si contraddistinguono per caratteristiche riassumibili nell’acronimo D.O.E.S:

  1. referenza nel rimanere ai margini di una situazione per un momento prima di entrarvi; l’esplorazione avviene prima mediante osservazione e riflessione
  2. Grande consapevolezza dei dettagli e dei minimi cambiamenti
  3. Considerazione di ogni conseguenza possibile prima di agire: “farlo una sola volta e farlo al meglio”.
  4. Percezione di emozioni e sentimenti altrui, intuiti dai dettagli non verbali
  5. Grande capacità di empatia e connessione emotiva
  6. Maggiore impatto dell’ambiente emotivo circostante, sia in senso negativo che positivo, nella storia infantile e nell’età adulta
  7. Un agire particolarmente coscienzioso con grande attenzione al legame tra cause e conseguenze
  8. Particolare insofferenza e sconcerto rispetto alle ingiustizie, preoccupazioni ambientali, compassione
  9. Sovrastimolazione frequente, sovraccarico da iperattivazione (performance peggiori) ma anche da ipoattivazione (noia): necessario bilanciamento
  10. Talento, passione o attrazione rispetto alle forme d’arte
  11. Interesse per gli aspetti meno materiali, e quindi più profondi e spirituali
  12. Grande reattività emozionale agli eventi, soggettivamente più intensa rispetto ad altri
  13. Particolare stress rispetto ai cambiamenti
  14. Sogni spesso vividi e pieni di dettagli
  15. Riconoscimento di tali caratteristiche sin dall’infanzia
  16. Sovrastimolazione in ambienti con luci o rumori forti (questo può non manifestarsi nella fascia adolescenziale)
  17. Frequenti reazioni fisiche, risposta immunitaria più reattiva, particolare sensibilità al dolore, agli stimolanti, ai farmaci
  18. Modalità spesso indiretta di comunicare, che tenga conto della possibile reazione nell’interlocutore
  19. Contatto profondo con la natura, con effetto calmante, affezione per animali, piante e piacere nel trovarsi dentro o vicino all’acqua
  20. Nel 70 % introversi, ma nel 30% estroversi.

Tratto da https://www.personealtamentesensibili.it/

I lupi di mare.

La tua lunga passeggiata serale al porticciolo, il vento è ancora piuttosto forte e microscopiche gocce di acqua salata sollevate dalla raffiche ti colpiscono il viso, in giro pochissima gente, lo spazio è a tua completa disposizione, nessun rumore copre la musica del mare, poi improvvisamente vieni chiamata da qualcuno, ti volti e e vedi che il gazebo dei “lupi di mare” ha ripreso vita, come ridestatosi da un lungo sonno e li ritrovi lì, sempre allo stesso posto, come se nulla fosse mutato o accaduto, i quattro vecchi pescatori pronti ad attaccare chiacchiera:                                                                                                                      
“Signurì com’è e u canuzzu, iddu sempri vispu è, ancora u vinu unnu scinnemmu, ma facissi cunto ca  Duminica vivemu all’estati” ( Signorina come va, il cagnolino sempre vispo, ancora non abbiamo portato il vino, ma faccia conto che domenica berremo all’estate).

Tu ricambi il saluto, da anni il passaggio tra questi vecchi ruderi di legno è un obbligo, ogni tanto ci scappa un bicchiere di vino, qualche volta un panino con la salsiccia e qualche pesce appena tirato su dai pescherecci, rispondi che sei contenta che di rivederli e che sopratutto ti fa piacere che ci siano tutti

” Gna certu, mancu u virus ci potti, semu troppo erba tinta” ( E certo, nemmeno il virus è riuscito ad ammazzarci, siamo erba cattiva).

A volte ti chiedi il perché delle cose, fai a botte con il tempo, ma alla fine ti accorgi che la vita riesce a regalarti istanti di serenità inattesi, probabilmente ha molta più forza di te.20200609_195248

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Futilità

L’ultimo esame, in realtà il secondo di questa seconda laurea iniziata a 42 anni, lo hai sostenuto il giorno prima che scoppiasse la pandemia, inglese, la tua bestia nera, un 20 bello come un 30 e lode, pensavi che nessun’altra materia sarebbe stata così difficile e invece ti ritrovi qui alla vigilia di un nuovo appello, bloccata, hai avuto più di tre mesi per preparati, ma tutti gli accadimenti delle ultime settimane hanno prosciugato le tue forze, dormire, mangiare, soprattutto uscire, tutto è diventato complicato e te ne sei resa conto oggi, quando gli ultimi auricolari disponibili hanno deciso di passare a miglior vita e di mala voglia sei dovuta salire in sella allo scooter malconcio dopo il volo dello scorso Venerdì e tu peggio di lui, hai sudato freddo ad ogni curva, tu che dall’età di 12 anni guidavi la vespa per i vicoli del mare senza alcun timore. Alf ti ha rimproverato, secondo lui hai perso troppo tempo, dovevi metterti alla guida l’indomani, se non addirittura il giorno stesso, perché la paura si scaccia guardandola in faccia, quando la fa così semplice ti fa incazzare come una bestia, alla fine  sei tornata a casa con le cuffiette nuove, impiegando 20 minuti per un tragitto che di solito compi in 7 minuti netti, ma soprattutto distrutta, frastornata dal rumore del negozio, trafitta dalle luci troppo forti, ogni singola fibra del tuo corpo ha dovuto combattere per non cedere al panico, in compenso non ricordi nulla dei sei dannatissimi libri che hai studiato, cerchi di dare a questa situazione l’importanza che merita, non ricordi mai nulla alla vigilia degli esami, è sempre stato così, ma non riesci a stare tranquilla,nulla è più come prima, nemmeno uno stupido esame.

Domenica

Fare i conti con se stessi non è mai semplice, tu che distrattamente emetti qualche respiro e quando te ne accorgi ti senti infinitamente in colpa, perché non puoi e non devi distanziarti troppo da quel dolore, come se riuscire a poggiare la tua anima da qualche parte tolga peso e importanza a ciò che stai vivendo.
A volte provi fastidio, per quel gelato che hai mangiato, per l’allegria costante dei vicini di casa, per questa estate ancora timida, per la tua mente che ogni tanto immagina il futuro.

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Bozzolo

Devi rimanere in questo posto, nel tuo dolore,oggi anche fisico,vorresti scappare, ma non puoi e non avrebbe senso, puoi solo chiuderti, ascoltare questa solitudine e aspettare che avvenga una metamorfosi nella tua anima, hai ricominciato a mangiare anche se non avresti voluto, l’istinto di sopravvivenza alla fine è più forte di tutto.Rimani nel tuo bozzolo.
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