00.25

A volte si sogna per sopravvivere.

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01.48

Quando prende il bisogno di scrivere ma non riesci in nessun modo a tirar fuori le parole, quando ogni tentativo di uscire da casa è risultato vano e alla fine hai passato il giorno a dormire e adesso ti ritrovi all’una di notte a vegliare e a cercare in tutti i modi di sciogliere il ghiaccio che ti blocca il respiro.
Provi a dirti che adesso prenderai il motorino e tutto sarà più semplice, ma in realtà è una bugia che ti racconti per Illuderti un po’
Va tutto bene, continui a ripeterlo, ma forse di passi avanti ne hai fatti tanti, fino a due mesi fa ti sembrava assurdo anche solo immaginare di andare ad un concerto, l’hai fatto e tranne cinque minuti di panico che sei riuscita a dissimulare benissimo, te lo sei anche goduto. A quello di Vasco ci rinuncerai, ci sono cose più importanti a cui pensare.
La confusione per il futuro, formare o non formare un’associazione, provare ad andare avanti da sola e anche la voglia di benzina si fa sentire tanto che una sniffatina al tappo del serbatoio l’hai anche data e temi fortemente che il trasloco a mare con scooter e macchina a pochi metri ti farà ricominciare.
Anna e il tumore, eri terrorizzata al pensiero che tornasse al lavorare, ma sono cose che non si possono esprimere, pena la riprovazione sociale.
Cosa avresti fatto tu al suo posto, come avresti reagito, probabilmente avresti colto l’occasione per smettere di lottare che poi ti rendi conto di quanto siano stupidi questi interrogativi perché ognuno si cala e reagisce alle situazioni in modo diverso. Il senso di colpa di vivere c’è, se ti ritrovi a canticchiare pensi a questa situazione, ti senti una merda e ti picchieresti da sola.
Hai pensato molto a S.,lo hai anche sognato e sai che se gli chiedessi di incontrarlo lui non si tirerebbe indietro, ma non sei sicura del tuo autocontrollo e nemmeno del suo, potresti chiamarlo, ma come è come per le telefonate mute, decidi sempre che le farai il giorno dopo e poi arrivata davanti alla cabina c’è sempre troppa puzza di piscio e scappi via. Per fortuna.
Torni su una frase appena scritta…
l’importante non è stare bene, ma essere certi che gli altri non si accorgano del tuo malessere, nasconderlo in tutti i modi e quando esce fuori provare a spiegare che dietro c’è altro, una persona che è altro da quello, che non è la sua paura.
Capirai, un gioco da ragazzi.

22.33

Mettiamola così…anche oggi le telefonate mute le fai domani.
Hai circa dieci euro di monete nel borsellino, tanto per essere pronta.
Comunque anche oggi hai resistito, forse più per pigrizia che per reale convinzione.
Dopo la sub occlusione di lunedì notte, ancora non ti sei ripresa, non ti succedeva da almeno un anno e stavolta è stato veramente brutto.
La corsa alla guardia medica alle 3 di notte, naturalmente da sola, poi
per fortuna dopo tre ore di dolori atroci e la prospettiva del pronto soccorso, la situazione si è sbloccata, ma qualcosa ti dice che non sia finita e che ricominceranno le crisi periodiche. Lo stress di questi ultimi mesi certo non ha aiutato. Hai pianto tantissimo.
La storia dello psicologo ti ha turbata parecchio, mai più una psicoterapia, con un uomo poi, sì la faresti anche, ma con Alf seduto accanto a te, altro che fuori la porta o in sala d’aspetto. Non lo sai se ti sia amico veramente, ma in qualche modo ti fa sentire al sicuro. Poi forse ti sfrutta, ma chi se ne frega, almeno ne sei consapevole. Tu hai bisogno di essere protetta adesso, soprattutto da te stessa e lui riesce a tranquillizzarti.
Intanto Domenica al master una collega dopo aver ascoltato le tue esperienze professionali, fa un nome, quel nome e non con toni lusinghieri, tutt’altro, lo stesso pomeriggio vieni a sapere che molto probabilmente chiuderà lo studio, mentre ormai la provincia intera ne parla malissimo.
Dovresti esserne felice, ma alla fine ti dispiace.
AN, dopo la prima seduta di chemio vuole tornare a lavoro, tu non vorresti, ma per legge non puoi impedirlo. Sei preoccupata per lei, potrebbe non farcela, buttarsi giù e tu non saresti in grado di aiutarla è già abbastanza complicato così.

Urli soffocati.

Oggi anche la figlioccia nana è riuscita a farti perdere il controllo, per mezz’ora le hai chiesto di studiare, ma lei niente, attaccata al telefonino pronta a criticare ogni tua parola, eh no, una sedicenne non può pontificare sulla vita e tu non puoi coprirla sempre mentendo ai suoi genitori. Non vuole più venire a casa tua evabbè pazienza, sopravviverai, sei abituata agli abbandoni.
Alla fine si è unita anche la regina madre con il risultato dell’ennesima violenta litigata.
Il panico sta facendo il resto, quel tumore sarebbe dovuto venire a te, così ti saresti lasciata morire. Come vorresti attaccarti al serbatoio della benzina e niente ormai sono 9 mesi che non lo fai, ma come ti manca.

Tag My world award.

Ringrazio la mia amica Sara
(https://wordpress.com/read/blogs/136449864/posts/1747) per questo tag.

Le regole sono le seguenti:

Ringraziare la persona che ti ha scelto e linkare il suo blog.
Rispondere alle 10 domande.
Passare il testimone ad altri 10 amici.

Le domande:

1) Un ricordo improvviso che riaffiora nella tua mente.
– Gli interminabili pomeriggi trascorsi a giocare a pallone in cortile,
pur soffrendo già di ansia e panico riuscivo a divertirmi e a vivere.

2) Un complimento che hai particolarmente apprezzato in vita tua.
– L’essere considerata onesta

3) La cosa più improponibile e divertente che hai fatto da ubriaco.
– A causa di un’allergia non posso bere vino, quindi è una sensazione
che purtroppo non conosco. Ogni tanto mi concedo una birra ma con
quella non mi ubriaco.

4) La scala di priorità che ti sei dato e sulla quale basi la tua vita.
– Onestà e solidarietà ricordandosi sempre che nessuno ha scelto come e
dove nascere e questo fa di me una persona fortunata, nonostante tutto
il dolore che mi porto dentro.

5) Il tuo senso preferito.
– L’udito. Adoro ascoltare il rumore del mare, la musica e le vocine dei
miei nanetti del nido.

6) Una parola preferita.
– Pace.

7) Un sogno nel cassetto.
– Comprare un pulmino per portare in giro i nanetti.

8) La cosa che più vi annoia di una persona.
– L’ostentazione di cultura o ricchezza.

9) Un’espressione dialettale divertente.
– Falla comu voi, sempri cucuzza è.
Preparala come vuoi, sempre una zucca rimane, ovvero
certe situazioni non si possono cambiare.

10) In questo periodo ti sei reso conto di aver perso…
– Tante certezze.

Lascio aperta a tutti la partecipazione…buon divertimento!

Istanti

È difficile tenersi lontano dai guai, ma devi farlo, sarebbe troppo facile lasciarsi trasportare da questa tristezza, non hai imparato, ma devi sforzarti anche se è veramente durissima..

Lettera…

… A volte bisogna mettere da parte l’orgoglio se si tiene ad una persona…
Parole pronunciate dal papà di un bimbo che non conosce assolutamente la mia storia e con cui ho scambiato quattro chiacchiere all’uscita.
Il mio non è orgoglio, proverei ad incontrarti, ma ho troppa paura.
Forse solo tu riusciresti a trovare le parole giuste, a fare uscire quello che sento.
AN non ce la farà a superare l’anno, la sentenza è questa, proveranno la chemio, ma non ci sono speranze.
Se penso a tutte le volte in cui ho litigato con lei in questi diciotto anni,
magari per nulla o per cose più serie, non è che adesso abbia tanta importanza.
Confusione, rabbia e assoluta incapacità ad esprimerle.
Io continuo a credere che non sia vero, che tra poco ci sveglieremo e ci accorgeremo che si tratta solo di un brutto sogno.
Mi chiederai cosa tutto questo c’entri con me e soprattutto con te e la risposta la trovo sempre nell’inutilità del rancore e dell’odio, il mondo ci insegna che non bisogna concedere seconde possibilità, che bisogna costruire ponti per difendersi, ma di fronte alla brevità della vita, al destino del cazzo che tirando i dati può decidere di farci uscire dai giochi senza preavviso, beh non serve.
Ci sono cose che posso dire solo a te e sai, se An dovesse soffrire troppo allora vorrei che se ne andasse subito e probabilmente è solo un fatto egoistico perché io ho paura della sofferenza e non riesco a vedere gli altri viverla.
Al nido per ora reggiamo, io cerco in tutti i modi di mantenere la calma, cazzo non mi riconosceresti, sono diventata un Buddha, assumere S. è stata la cosa migliore, è simpatica, ama i cuccioli e loro la adorano, certo ne combina una al secondo, ma non ha paura del lavoro.
Al non mi aiuta, è arrabbiata, probabilmente esprime il suo dolore così.
Abbiamo due bimbi con difficoltà , G alla fine frequenta solo due ore,ma la piccola F è una sfida continua, sta dentro l’autismo con tutti e due i piedi, cerco di gestirla con tutte le strategie che mi hai insegnato tu, ma con altri 18 nani da seguire e una maestra in meno a volte diventa difficile.
La cosa più triste è che ci stiamo abituando all’assenza e le persone che ricamano sopra fatti inesistenti.
Non credo che sopporterò i miei parenti a Pasqua, la regina madre pensa già al matrimonio del cugino S. ad ottobre, io non riesco a programmare qualcosa che vada oltre le dodici ore e non me ne frega assolutamente nulla. Quando le dico che non voglio andarci e che in ogni caso pensarci adesso è quantomeno prematuro, lei attacca con la storia della bella famiglia unita io le rispondo che è la sua famiglia e non la mia.
Non sai cosa darei per riabbracciarti.