Al buio

Nessuna luce mentre cercava di spiegare alla propria anima la paura che la esprimeva.
Non era stata una buona giornata..ormai scriveva solo quando il livello della sua ansia diventava troppo alto….
Perché tutta quella gente era morta,perché non c’era lei al loro posto, lei che spesso pensava di voler morire per Non sentire più quella paura stringere lo stomaco e la gola.
Paura senza nome, che non puoi urlare al mondo, Paura che ti condanna,,che ti fa diventare inutile, che ti fa desiderare di non esserci.

Senza motivi legittimi

Niente sembrava essere andata male in quella giornata almeno così le sembrava, ma adesso stava male, aveva come un sasso in gola e voleva piangere. Aveva paura..
Voleva la benzina, voleva scappare, voleva telefonare,telefonare a Sandra, ma non ricordava più il sul numero, non ricordava il numero di quella che era stata la sua migliore amica.
la consapevolezza della tossicità con cui viveva i suoi rapporti non leniva la mancanza.
Aveva paura…solo paura.

Catene

Saltando da una paura all’altra era arrivata a Domenica sera.
La notte precedente era stata tormentata dal pensiero del case report, una data il 26 settembre,impossibile da considerare e lei aveva deciso di lasciar perdere definitivamente. Non l’aveva detto nemmeno a Lavinia…e come avrebbe potuto? La parte di sé più egoista e fuori di testa le faceva dire che no, non era giusto così come non era giusto il voltafaccia della gente di merda che reggeva le sorti di quella che si insisteva a chiamare città pur trattandosi di fogna,un posto dove i leccaculo la spuntavano sempre sul migliore.
Però capiva Lavinia che forse sarebbe dovuta scappare via di corsa senza guardarsi indietro, lasciare tutto, perché non si può combattere contro i mulini a vento tutta la vita. Poi ci si stanca e si ha il diritto sacrosanto alla tranquillità.
La prospettiva di un eventuale abbandono la terrorizzava, ma in questo frangente le sue emozioni non contavano un cazzo.
Quasi per caso,prima che Lavinia la chiamasse aveva fatto lo stesso discorso a se stessa cominciando a spulciare tutti i concorsi e le offerte di lavoro al nord. Probabilmente il pensiero di dover riaprire il nido la terrorizzava,temeva un anno come il precedente, segnato da continui litigi e incomprensioni.
O forse il problema era che vedeva il tempo passare,alla morte della madre sarebbe stata completamente sola e ricominciare da un’altra parte le avrebbe tolto la catene, avrebbe potuto vivere invece di farla finita.
Non avrebbe lasciato nulla dietro di sé, la nana bionda ormai era cresciuta e il sul compito era finito.
“Faccio l’ultimo anno e chiudo, ma questa volta sul serio” aveva detto alla regina madre aspettandosi il solito rimprovero, la risposta però era stata inaspettatamente diversa: ” Forse hai ragione tu..dovresti proprio andar via..”
Alle 2 del mattino pregava Dio, o chi per lui,di farla dormire almeno un paio d’ore, ma i presupposti erano tutt’altro che buoni.

Adesso

Lei lo sapeva…sapeva che viveva tutti i suoi rapporti in maniera tossica…che era per questo che tutti prima o poi la lasciavano e spesso era lei a farsi abbandonare perché era il modo più semplice per continuare nello stesso modo.
Lei avrebbe voluto cambiare e star bene, ma non sapeva se fosse ancora in tempo…
Piangeva…ma di consapevolezza

Notte

Ore 01.57

Da un locale sulla spiaggia arrivavano le note della “serata italiana”, di sonno nemmeno a parlarne.
Era stato un pomeriggio strano, fermo a scrutare il mare e con mille pensieri che giravano impazziti.
Si chiedeva se fosse più brava quando spariva e si isolava evitando di rompere i cazzi al mondo o quando in qualche modo cercava di aprirsi.Era anche sopravvissuta a due cene con la sacra famiglia riunita. La regina madre poteva essere contenta.
L’indomani sarebbe dovuta andare da Lavinia ed era terrorizzata, forse per la paura di perdere il controllo o di non riuscire a parlare vedendo passare il tempo. Proprio per questo negli ultimi giorni l’aveva allontanata. Lei scappava….era una fuggitiva da sempre,pur di evitare era capace di correre più veloce di Bolt.
Le capitava di piangere, di piangere più del solito, eppure voleva stare bene. Avrebbe voluto un abbraccio.
Non capiva.
Almeno non aveva voglia di benzina.
Nell’aria una canzone di Lorenzo…

” Ti porto via con me
In questa notte fantastica”

Beh sarebbe stata la soluzione purché la portassero via da se stessa

Lotta

” tu non sei i tuoi pensieri “… aveva ripetuto come un mantra quella frase per tutto il giorno.
Aveva provato a lavorare sul case report, ma non era riuscita a combinare niente di niente era come se dentro di lei ci fosse un blocco che le impediva di fare qualsiasi cosa. Probabilmente non avrebbe mai sostenuto all’esame. Un fallimento da aggiungere all’elenco…per tutti gli altri era stata una passeggiata, lei era rimasta ferma al palo e questo la faceva sentire stupida.
In quel momento avrebbe solo voluto ficcare il naso in una tanica stracolma di benzina e respirare a pieni polmoni. Da 9 giorni non apriva il tappo del serbatoio e adesso combatteva una battaglia disperata e non la consolavano i buoni e saggi motivi per cui non doveva farlo..si sentiva sola, ma certe emozioni non puoi esprimerle e per tutta risposta loro ti fottono trasformandosi in paura.
Si avvicinava il giorno dell’appuntamento e lei era terrorizzata anche se non sapeva bene cosa temere. Forse di perdere il controllo o di dire qualcosa di sbagliato…pensandoci bene non era poi cosi tanto diverso dalla vita di tutti i giorni.
…adesso poteva piangere.

Evitamenti estremi

Aveva trascorso mezz’ora a scrivere di qualcosa che forse non c’entrava nulla con i suoi sentimenti, con quei giorni che l’avevano riportata nel baratro del panico più nero e da cui si ha la sensazione di non riuscire più a uscire,salvo piccoli spiragli di luce in cui aspetti che ritorni il buio. Perché purtroppo lui torna,è pronto ad approfittare di un problema di salute, della stanchezza e delle ferie per sferrare il sul pugno potente e allora tu non sei più tu, non sei padrona delle tue azioni e parole. Poi se ne va e ti lascia inerme e soprattutto coperta di vergogna..meglio la morte, aveva pensato lei il giorno prima, con un terribile pensiero lucido.
Aveva nuovamente paura di tutto, ma quella mattina era andata comunque al mare per far vedere al mostro che lei se ne fotteva. Era stata bene tanto da pensare per qualche istante che il mostro non sarebbe più tornato, ma lei non sapeva come sarebbe andata nel secondo successivo, se una parola, un gesto, un pensiero o semplicemente la confusione della spiaggia a ferragosto le avrebbero mandato a puttane il cervello.
Lei stava provando a creati rapporti sani e non tossici, non sentiva e non vedeva Sandra esattamente dal 18 giugno, le mancava, per quanto fosse stata meschina era stata pur sempre la sua migliore amica e se ci fosse stata…
Niente telefonate mute, e niente benzina perché è inutile aggiungere male al dolore.
Perché quella sera aveva provato un sentimento di gelosia vedendo i messaggi su fb che L.aveva inviato a M.
Perché a lei non li mandava? Perché era cosi, perché si era attaccata…
E poi è lecita questa emozione? È giusto tirarla fuori? No…probabilmente è meglio non dire mai queste cose…non dirle a nessuno.