Anima bloccata.

Uno sguardo all’anima e capisci che ciò che ti manca di più è il non riuscire a raccontare la vita di ogni giorno.
Nessuno a cui dire che hai paura ad andare a giocare a pallavolo,
a cui raccontare il diverbio con la regina madre,che vorresti un cane, che sei dipendente dall’odore di benzina, ma che non lo fai da mesi.
Vorresti qualcuno che venisse con te dal dottore, devi andarci domani, ma non servirà a nulla.
Tu non ti fidi più di nessuno, ma continui a vivere.
Intanto fuori piove,va avanti così da giorni e sembra non voler smettere.

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Non va.

Da sabato non riesci a riprenderti.
Per almeno dieci giorni sei stata bene,
Adesso non capisci cosa stia succedendo.
Ti senti nuovamente strozzata dalla paura
e in preda alla solitudine più nera,
ma non è successo nulla,
le discussioni con la regina madre sono sempre
le stesse, tutto procede.
O magari sei tu che vuoi pensarla così
e l’anima non ti segue in questa bugia.

Impari

Dopo un po’
impari la sottile differenza fra
tenere una mano
ed incatenare un’anima
e impari che l’amore
non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza
e inizi ad imparare
che i baci non sono contratti
ed i doni non sono promesse
e cominci ad accettare
le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti,
con la grazia di un adulto,
non col dolore di un bambino
e impari a costruire le tue strade oggi
perché il terreno del domani
è troppo incerto per fare piani.
Dopo un po’ impari
che il sole scotta se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino
e decori la tua anima,
invece di aspettare
che qualcuno ti porti fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte
e che vali davvero
e impari
e impari
ad ogni addio, impari…

                                                                                               Jorge Luis Borges

Una di notte

Sai che non sarà facile,
Sai che dovrai essere forte e non arretrare nemmeno di un millimetro,
Sai che la regina madre non ti concederà niente, anche se quel poco è tuo, lei non te lo darà mai per il suo assurdo e ostinato attaccamento alla roba.
Sai che dovrai riscattarla e che probabilmente dovrai andare via.
Sai che dovrai costruire muri ancor più alti di quelli che ci sono adesso
Sai che c’è in gioco il tuo futuro e questa volta non potrà fare niente per impedirti di andare avanti.
Sai che sarai sola, ma questa non è una novità.

In panico

Non sta succedendo niente…non sta succedendo niente, sai benissimo che a sconvolgerti è stato il cambio di programma, il fatto che la nana abbia deciso di venire da te, anche se dorme da ore e non l’hai praticamente sentita, no lei non c’entra è la tua gioia da quindici anni, una delle ragioni per cui rimani in vita, perché sai che non capirebbe e vedrebbe l’esistenza come un ostacolo insuperabile e tu non vuoi questo, no.
È colpa del ciclo, dell’influenza e del fatto che non esci da tre giorni ed è sempre così quando succede.
In questi momenti vorresti L.vicino e ti prende la rabbia.
Non vuoi più vendicarti, ma quando stai male è tutto tremendamente più difficile e non puoi fare a meno di pensare che lei ti abbandonato e ti aveva promesso che non l’avrebbe mai fatto.
Non puoi chiamare Alf all’una di notte, non puoi attaccarti a nessuno, devi farcela da sola, devi resistere per non cadere nel baratro, per non farti inghiottire.
Forse se piangessi calerebbe l’ansia, ma le lacrime non vogliono uscire.

Il premio

Dopo due giorni di febbre alta e ansia a mille, finalmente torni ad avere una parvenza umana. Quarantott’ore senza alzarti dal letto, sogni agitati e incubi che poi sono sempre gli stessi,come la trama di beautiful.
La regina madre ha fatto a gara a chi stava peggio, tu non l’hai considerata nemmeno di striscio e questo l’ha naturalmente fatta incazzare, così ha attaccato la solfa della figlia ingrata e cattiva.
E proprio mentre ti prepari alla nuova battaglia della raccolta differenziata arriva una telefonata dalla mitica settimana enigmistica, per la prima volta dopo 25 anni di fedele partecipazione hai vinto un premio al concorso settimanale.
Adesso, per i più non significa nulla, anche perché il tutto si riduce ad un banalissimo orologio del valore di trenta euro, ma tu sei felice come una bambina.
Intanto hai avuto la prova provata che la settimana enigmistica esiste realmente e che non si tratta di un’entità astratta e poi rendi finalmente onore a tuo padre, che quando ancora non esistevano gli sms andava a comprare le mitiche cartoline postali.
Le tue prime parole crociate a schema libero le hai risolte a tredici o quattordici anni insieme a lui e oggi finalmente hai potuto gridare…
Ehi papà ho vinto anch’io! Sei certa che se la stia ridendo di brutto!

Semplice

La festa di Carnevale,i volti stupiti e divertiti dei bimbi, tutto meraviglioso e sempre nuovo, nonostante fosse la diciottesima volta, uno sguardo gettato al futuro parlando con Chicca,prospettive, idee nuove.
L’incontro con la mamma di Ago, c’è sempre stata una sintonia speciale tra voi, lei vorrebbe parlarti, cercare di capire cosa sia veramente successo, ma speri che dimentichi l’appuntamento che vi siete date per Giovedì o che magari si renda conto che è meglio lasciare andare, perché negli ultimi giorni si è anche sopito quel risentimento che ti accompagna da mesi, per la prima volta l’hai sentito più lieve. Il solo pensare di doverne riparlare ti sfianca, ma ti rendi conto di dover dare una spiegazione, Ago e la sua splendida mamma sono forse gli unici a meritarla,loro, dei raggi di sole in questa assurda e schifosa storia.
Il ritornello della canzone vincitrice di Sanremo continua a ronzarti in testa e forse non è poi così banale..
“ non mi avete fatto niente…e la mia vita che va avanti oltre tutto oltre la gente”, alla fine sei ancora qui e in certi momenti riesci anche a sentirti più forte di chi ti ha fatto del male.
Hai trascorso un pomeriggio con la figlioccia nana, spedito la domanda per quel concorso a cui non parteciperai, come sempre del resto.
Dicono che per domani ci sia un’allerta meteo arancione, ma il cielo è pieno di stelle. Magari si sono sbagliati, sei certa che si siano sbagliati.