Fattore tempo


…C’è un mondo d’intenti dietro gli occhi trasparenti
Che chiudi un po’… (Scivoli di nuovo – T.Ferro)

Domani saluterai il tuo portinaio, il Signor Lorenzo, può sembrare stupido, ma per 30 anni ha rappresentato una sicurezza, il volto sorridente che ti accoglieva fuori casa al mattino, i caffè, le chiacchierate, le coccole al cane, la prima persona chiamata quando tuo padre se n’è andato. Gli hai promesso che non piangerai, che se dovesse arrivare il suo successore non farai agguati, in realtà speri che non prendano nessun altro.

Il tempo passa, passa inesorabilmente, questo fattore tempo che nell’ultimo periodo ti fa stare male, in un certo senso ti ha inchiodato, ha fatto tornare a galla pensieri e domande che avevi sepolto per non vedere, pur sapendo perfettamente che stavano lì.

Intanto gennaio è finalmente finito, sembra sia durato un’eternità, oggi, dopo due settimane è tornato il sole, tu sei nel pieno di un periodo grigio, non lo definisci nero solo perché riesci a fare ancora qualcosa capace di distrarti, domani tornerai a giocare dopo essere stata ferma per il maltempo, non hai tantissima voglia, ma ti sforzerai. In realtà scapperesti, ti nasconderesti da tutto e tutti, ieri mentre tornavi dal servizio clown hai avuto la tentazione fortissima di prendere una direzione qualsiasi e andare via, ma poi capisci che è solo bisogno di essere cercata, magari accolta e abbracciata. In fondo le persone si danno per scontate.

Ne uscirai, devi prendere delle decisioni riguardo a ciò che ti fa male, ma andrà meglio, deve andare meglio.

Il cammino dell’accettazione.

…E poi e poi e poi sarà come morire
La notte che, che non passa mai…. (E poi – Giorgia)

Devi accettare che le cose vanno lasciate andare, è perfettamente inutile tentare di controllare tutto.

Devi accettare che la tua anima sarà piccola per sempre, che farai fatica ad affrontare il mondo fuori.

Devi accettare il fatto di non riuscire a spiegare perché stai male e che questo dolore fa parte di te e gioca a nascondino con la tua vita, quando pensi se ne sia andato invece ricompare facendoti rotolare indietro.

Devi accettare di non avere un nome per la tua difficoltà, che forse davvero non serve a nulla, ma aiuterebbe un po’ a rimettere a posto i tasselli, a fare pace con il passato.

Devi accettare che non sarai mai bella, che non amerai mai più, che non lascerai niente.

Devi accettare che le persone prima o poi ti lasciano e nonostante questo avrai sempre bisogno di abbracci e di una quantità enorme di affetto.

Devi accettare questi interminabili giorni di pioggia, che magari il sole tornerà, forse tornerà.

Se lo senti lo sai (Lorenzo Jovanotti)

E un giorno di dicembre arriverà l’estate
Perché le cose fanno quello che gli pare
Seguendo i punti esatti delle coordinate
Sicuro ti ritrovi perso in mezzo al mare

E a far contenti tutti si diventa pazzi
Le cose necessarie stanno in una mano
Se deve stare lì come un ostacolo
Allora è meglio non averlo un cuore

E sono qui che mi sbatto da quando ero bambino
Prendo a pugni le mosche e disoriento il destino
E un bicchiere di vino
E il classico panino
Se te lo spiegano non capirai

Ma se lo senti lo sai
Se lo senti lo sai
Se lo senti lo sai
Se lo senti lo sai

E il mondo mi ha deluso tante volte quante
Le volte che probabilmente l’ho deluso io
Nel cuore del conflitto con gli occhiali a specchio
È inutile nasconderlo
Si sta da Dio

E a terra le mie ali si fanno pesanti
E mi sembra impossibile volare ancora
E gli obiettivi sono sempre più distanti
Tranne che in certi momenti

E sono qui che mi perdo per dare i nomi alle cose
A ritrovare una strada tra mille strade confuse
E un bicchiere di vino
E il classico panino
Se te lo spiegano non capirai

Ma se lo senti lo sai
Se lo senti lo sai
Se lo senti lo sai

Il nome della rosa
Dove sta la tua casa
Una notte gloriosa
Di sabbia in mezzo ai denti

Le spalle dei giganti
I momenti salienti
L’attimo prima delle cose importanti

E senza pentimenti
Senza risentimenti
Basta combattimenti
Vivere

E un bicchiere di vino
E il classico panino
Se te lo spiegano non capirai

Ma se lo senti lo sai
Se lo senti lo sai
Se lo senti lo sai
Se lo senti lo sai
Oh yeah

Mi ha fatto piacere vederti oh
Tu come stai
Non facciamo passare degli anni ora
Che uno va in giro, l’altro lavora

La scritta che scrissi sul muro di scuola
È quasi sparita
Ma dentro di me non si è mai cancellata

Viva la vita
Mangiati tutto anche le briciole
Beviti il succo di tutte le favole
Che dice che i mostri ci sono

Ma è solo metà della storia
I mostri si possono vincere
È l’altra metà
Da imparare a memoria

Secondo gli algoritmi gli uomini sono insetti
Ognuno programmato per una funzione
Ma un sasso resta immobile ovunque lo metti
Cosa che non succede con le persone

E a terra le tue ali si fanno pesanti
Ma troverai la forza di volare ancora
E gli obiettivi sono sempre più distanti
Tranne che in certi momenti

Questa nuova canzone di Lorenzo ti è entrata nell’anima al primo ascolto, non c’è stato bisogno di altro.
Anche stanotte non si dorme, ma almeno domani è domenica.

La settimana che sembrava infinita alla fine è terminata: Hai sostenuto l’esame, il piccolo Ninni ha avuto finalmente una diagnosi, Nicola e Martina hanno deciso quale scuola frequenteranno l’anno prossimo,

Eppure…non ti piace quello che sentì, non ti piace stare così, in bilico, tra la fuga e la fiducia, persa nel non riuscire a trovare le parole giuste per esprimere il disagio, senza essere fraintesa, senza combinare casini. Vorresti che qualcuno ti prendesse per mano e ti portasse via, ma la verità è che da se stessi non si scappa…mai.

Apnea

…E l’occhio ride ma ti piange il cuore, sei così bella ma vorresti morire… (Il comico – Cesare Cremonini)

Lo studio tiene impegnata la mente, un mondo in cui immergersi, il problema è tornare in superficie. Sei a casa da tre giorni, fatichi ad uscire anche con il cane, pochi passi dal cortile, non sai se e come ricomincerai lunedì.
Ti senti nuovamente distante.

Hai paura di affrontare i prossimi mesi, gennaio e febbraio in particolare, a solo pensarci ti manca il respiro, manderesti al diavolo ogni cosa, ma non esiste altro rimedio che provare a fare un passo alla volta, un giorno alla volta. Non riesci a porti obiettivi, a pensare al futuro, anzi, a volte è proprio il passato che ti risucchia, il mondo corre, tu hai bisogno di rimanere ferma, il tuo tempo è differente, lo è sempre stato e tutto questo ti fa sentire in colpa.

Vorresti solo un abbraccio.

Così

…Siamo angeli che cercano un sorriso…

( Quando – Pino Daniele )

In questi ultimi giorni ti ha preso male, ok prima o poi doveva succedere, hai attraversato un periodo di calma insolitamente lungo, non è stato sempre facile, ma sei riuscita a rimanere in equilibrio.

Le feste non ti fanno bene, ti abitui al tuo silenzio e tornare fuori è veramente difficile e anche all’allenamento, ieri, hai fatto una gran fatica, come se fossi fuori giri e no, non era un problema fisico.

Stanotte sono tornati gli incubi, ricordi perfettamente un’onda che ti travolgeva, ti sei svegliata con la sensazione di soffocamento ed è finita, non sei riuscita più a chiudere occhio, sei andata su fb, le bacheche piene di foto di festeggiamenti e sorrisi, l’istinto di giudicare era veramente grande, ma poi ti sei chiesta cosa pensino gli altri di te, quelli che ti vedono solo al lavoro e non sanno nulla, nulla della tua continua guerra con i pensieri, con la paura di sbagliare tanto da credere che il tuo psicologo ti abbia abbandonato. Dietro un sorriso può nascondersi un mondo, ma anche un abisso. Si pensa erroneamente che chi sorrida non soffra e forse bisognerebbe astenersi dai giudizi e prendere le cose per quello che sono, semplicemente.

Ieri tua madre ha deciso di farti prendere una botta di nervi tremenda, le solite parole pesanti, hai fatto veramente tanta fatica a contenere la rabbia, a frenare i brutti pensieri, a non chiedere aiuto.

Tu conosci benissimo le lenti della depressione e dell’ansia, adesso, con l’aiuto della psicoterapia, della pallavolo, del tuo cane, dei clown, ti permetti il lusso di toglierle ogni tanto e cavolo, in quei momenti è tutto bellissimo, il cielo di un azzurro splendido e allora chiedi perdono per tutte le volte che non ci riesci, per quando, come stasera, scrivi ad Alf chiedendogli di non andare mai via, salvo cancellare tutto un momento dopo.

Sono solo pensieri che fanno a pugni, ma forse va bene così.

La fuga.

…E a terra le mie ali si fanno pesanti
E mi sembra impossibile volare ancora
E gli obiettivi sono sempre più distanti
Tranne che in certi momenti…

(Se lo senti lo sai – Lorenzo Jovanotti)

A volte le parole giuste non esistono, nemmeno dentro se stessi, figuriamoci con il mondo esterno, ieri avresti voluto chiedere ad Alf perché ti voglia bene, non lo capisci, ti sembra talmente strano che a volte fuggi, già, la fuga, hai imparato a correre veloce, sin da piccola, fino a poco tempo fa era la migliore strategia per evitare di soffrire. Adesso, piano piano, stai imparando a sostare, ci provi, ma ieri sera sei caduta in crisi, la psicoterapia, il pensiero di volerla sospendere, la paura di aver sbagliato qualcosa, ma soprattutto di essere abbandonata, avresti voluto spiegarlo a D., ma ti sei persa e stavi per scappare, ma sei rimasta in quella sensazione, ci sei ancora dentro, con le tue scarpe da runner, pronta ai cento metri.

Sono le ultime ore del 2022, non ami i bilanci semplicemente perché hai imparato a non avere programmi, la vita ha i suoi piani e in un istante tutto scivola tra le mani, non chiedi nulla di speciale, solo il mare sulla pelle, i baci del tuo cane, la pallavolo e magari riuscire a chiudere quella scatola, una volta per tutte.

Ninna Nanna natalizia Siciliana.

Ninna oh ninna oh
dormi e fai la vò vò
Ninna oh ninna oh
dormi e fai la vò vò

U Bammineddu chianci chianci
voli la naca ‘nmezzu a l’aranci
U Bammineddu c’ havi ca arridi 
voli la naca ‘n mezzu l’olivi 

Ninna oh ninna oh
dormi e fai la vò vò
Ninna oh ninna oh
dormi e fai la vò vò

U Bammineddu nun voli durmiri
San Giusippuzzu lu voli accurdari
Dormi dormi Bammineddu
figliuzzu miu quantu si beddu

Ninna oh ninna oh
dormi e fai la vò vò
Ninna oh ninna oh
dormi e fai la vò vò

Sant’Antuninu calati, calati
ca iu l’annacu e vui lu guardati
ti li portu dumani li ciuri
si mi faciti stu gran favuri.

Ninna oh ninna oh
dormi e fai la vò vò
Ninna oh ninna oh
dormi e fai la vò vò

Tutti si meritano un Natale.Terminata la festa con i cuccioli adesso vuoi solo riposare, non sai come andrà, non ti chiedi nulla, ma auguri di cuore a tutti.

Giorno 264

…Mormora la gente mormora, falla tacere praticando l’allegria…

(Le tasche piene di sassi-Lorenzo Jovanotti)

Serata strana, tu sei talmente stanca da non riuscire a dormire.

Il freddo è arrivato, improvviso e sfrontato, ma a te non dispiace, d’inverno è più facile nascondersi.
G. non morde nessuno da due giorni.

Tante cose stanno cambiando, se un anno fa ti avessero detto della pallavolo, del corso clown, del guidare da sola fino a Caltanissetta, probabilmente avresti pensato ad una follia.

Ti stai buttando, senza rete, ma a volte bisogna rischiare.

Sai perfettamente che c’è ancora tanto da fare e che la caduta è sempre dietro l’angolo, ma hai cominciato a camminare, come non facevi da anni.

Giorno 240

 …E giorno dopo giorno è 
Silenziosamente costruire 
E costruire è sapere 
è potere rinunciare alla perfezione…

(Costruire – N.Fabi)

Tantissimi giorni senza scrivere. Stanno cambiando tante cose. D. dice che stai sfidando i tuoi limiti, in realtà ti stai buttando senza rete, non sai come andrà a finire.

Hai sognato di non riuscire ad affrontare il corso per diventare clown, scappavi via. Non vedi l’ora l’ora, ma sei ugualmente terrorizzata.

Vorresti scrivere tante cose, ma le parole non escono nemmeno qui,

Giorno 220

…E come sto? Meno male sto
Bene o male tutti i giorni 
A incassare la vita sul ring 
In piedi come Muhammad Ali ..

(Muhammad Ali – M. Mengoni)

Quel bisogno di dolcezza che zittisci mangiando biscotti.
Tutte le volte che attraversi giorni turbolenti pieni di ansia e panico, alla fine ne esci distrutta, a pezzi, pezzi di anima gettati qua e là che poi non riesci a ricucire.

Hai ricominciato a parlare con Alf, non sa ancora del corso per clown, forse glielo dirai domani, in realtà non riesci ancora ad essere spontanea.

I clown ti hanno chiesto di portare qualcosa di simbolico e prezioso, qualcosa che ti rappresenti. Ci hai pensato tutto il pomeriggio e hai deciso che porterai una vecchia chiave del nido, perché i bimbi ti hanno salvato, lo fanno ancora. Quella chiave rappresenta la svolta di una vita che qualcuno dava per persa.