Giorno 101.

Il vuoto dentro, la paura che torna, da stamattina non ti ha lasciata un attimo nemmeno al lavoro e sei dovuta uscire mille volte a prendere aria. Hai resistito, hai portato a casa la mattinata e adesso sei bloccata dall’urgenza di relazione, dal bisogno di liberare queste emozioni a cui non riesci a dare un nome, i pensieri si rincorrono come macchine impazzite e si trasformano in ricordi spiacevoli.

Vorresti piangere e non ci riesci, mentre cerchi di colmare la voragine dell’anima con un cucchiaino di parole.

Giorno 100

Hai perso il conto dei giorni e non solo nel blog, ti tocca ricominciare a contare.

Alla fine anche tu hai beccato il covid, la tua paura più grande alla fine si è avverata. Ti è andata anche bene, a parte i due giorni di tosse e il broncospasmo non hai avuto praticamente niente e togliendo un paio di momenti di ansia sei riuscita a cavartela dal punto di vista mentale, anche se stamattina tornare alla quotidianità è stato dirompente. Ti eri abituata al silenzio, a ritmi rallentati, quasi cullata da te stessa.

Intanto è arrIvata l’estate, repentina, non ha dato il tempo di prepararsi e con lei le passeggiate con Romeo prima di andare al lavoro, i tramonti, il profumo del mare, le barche, i pescatori.

Eppure c’è una malinconia che non ti lascia, ma magari è solo stanchezza, tanta stanchezza.

23 Maggio 1992

Tutti i Siciliani che il 23 Maggio 1992 avevano un’età che gli consentisse di ricordare, ancora oggi, dopo 30 anni, sanno perfettamente dove si trovavano quel maledetto giorno.

Tu rivedi tutte le immagini come se fosse ieri: eri in palestra ad allenarti con la squadra di volley, poi un genitore che entra e dice qualcosa all’allenatore, lui che prende la vecchia radiolina con la quale ogni tanto ascoltavate un po’ di musica durante il riscaldamento e cerca nervosamente una stazione radio e in quel preciso istante tutti sentiamo la notizia: il giudice Falcone, sua moglie e la loro scorta sono stati uccisi, anzi peggio, fatti saltare in aria.

Tu sapevi chi fosse Falcone, ne avevate parlato a scuola, avevi letto qualche notizia che lo riguardava sui quotidiani, ma alla fine avevi solo 14 anni.

Tornata a casa trovi tuo padre impietrito davanti la tv e per la prima volta vedi quelle immagini di dolore, devastazione e morte.

Il giorno del funerale di Falcone nella tua città pioveva a dirotto, nonostante fosse la fine di maggio. Quel giorno non andasti a scuola e seguisti tutta la cerimonia insieme a tuo padre che aveva le lacrime agli occhi.

Da quel giorno qualcosa cambiò. Questa tragedia colpí tutta la nazione, ma per noi siciliani ha un sapore completamente diverso: sappiamo di avere una responsabilità enorme, perché con le nostre azioni e non azioni, con le nostre parole, rendiamo onore al coraggio di Falcone e di Borsellino, la cui vicenda, dal mio punto di vista è ancora più tragica. Ogni tanto mi chiedo cosa abbia pensato in quegli interminabili 57 giorni in cui sapeva di essere già morto, ma non quando.

A volte ti accusano di essere troppo intransigente su certi aspetti, ma il tuo esempio sono loro, sono questi eroi e allora non molli di un centimetro.

<<Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola>>

Giorno 90. (Forse).

Hai perso il conto dei giorni. La settimana è stata veramente pesante, stanchezza intensa tanto da farti piangere, il covid che ritorna a rompere le palle proprio quando stavate tirando un sospiro di sollievo, la tristezza, il caldo arrivato improvvisamente e oggi l’ennesima sfiga, il cellulare volato dal molo del porticciolo. Una volta che avevi deciso di uscire, forse sarebbe stato meglio rimanere a letto. Hai aperto il terzo finanziamento..tanto ormai.

Qui è già estate. Le barche al molo, i locali che riaprono, le biciclette, gli ombrelloni, i vestiti estivi tirati fuori dall’ armadio alla velocità della luce. Domani vorresti provare a fate il bagno, hai bisogno di confonderti con le onde, chiudere gli occhi e non pensarci più..

Giorno 87

… e adesso vorrei sapere come sarebbe il mondo se tutto quanto fosse spostato di un secondo… (M.Masini. Spostato di un secondo)

Una giornata con la musica che non ti ha lasciata un attimo…note che cercavano di coprire la pioggia, il vento di scirocco con la sua sabbia marrone che tutto copre e sporca, proprio come i tuoi pensieri.

La squadra di volley si è salvata, almeno lei, e rimane in serie A. Un buon proposito quello di tornare al palasport per la prossima stagione, magari senza la paura del covid, ma si tratta, appunto, solo di propositi, nelle ultime settimane vivi esclusivamente di quelli e anche le decisioni da prendere se ne sono andate a fan culo. Qui si naviga a vista e ogni progetto che vada oltre le 24 ore risulta fuori dalla tua portata.

Ci stai girando intorno, lo fai sempre, non riesci ad andare dritta al cuore di ciò che ti fa male, fai finta di niente, ieri hai provato in tutti i modi a rimuovere quella sensazione spiacevole, ma oggi, complice la solitudine del sabato, quelle parole ti hanno ferito ancora l’anima e sai perfettamente che il punto non è questo, perché tu, fragile come cristallo, ci metti niente a romperti e sei abituata a raccogliere i pezzi e a rincollarli tutte le volte alla meno peggio.

Sai che dovresti parlarne, ma non hai voglia di difenderti, non ce la fai, meglio tenere tutto dentro, al sicuro o magari scappare il più lontano possibile, come hai sempre fatto quando non capisci o hai paura.

Stasera come le altre..ti manca un abbraccio.

Giorno 84

Vorresti essere cattiva…dire, anzi gridare ciò che pensi davvero.
Dopo settimane abbastanza tranquille, da ieri va di nuovo male e ti ripeti che ai tratta solo di stanchezza, sei al limite fisicamente, non ce la fai più…

Continui a mangiare tutto ciò che non dovresti, stasera ti sei abbuffata di biscotti, perché alla fine come una matta, non c’e nulla per te nel mondo fuori e ti rimane solo il cibo.

Non puoi più negarlo, sei obesa e fai schifo.

Hai scritto un messaggio ad Alf, gli hai chiesto se ti abbandonerà, poi hai cancellato tutto.

Tu vorresti solo essere abbracciata, non ne puoi più della verità, dell’educazione…di comportarti bene, di non toccare il telefono, tanto come fai sbagli, come ti muovi fai danno e allora a cosa serve tutto, se senti di non valere nulla? La tua mente cade in contraddizioni palesi, in ossimori che a volte non comprendi.
Adesso piangi e passa, domani sarai pronta a ripartire…forse.

Giorno 84.

Non è stato facile rimanere senza computer per una come te che lo usa per creare un ponte con il mondo.

Oggi osservavi i bambini giocare e contemporaneamente pensavi a tutto il male fuori dalla porta e forse l’unica cosa che possiamo fare e aver cura degli altri, pensarci con affetto e speranza.

Tu sei ancora al mondo grazie all’amore dei piccoli, all’amicizia di Alf, alla pazienza di D., alla felicità del tuo cane. Tutti, seppur in modo diverso, si prendono cura di te che forse non fai abbastanza, senti sempre quel peso dentro, il peso della colpa.

Giorno 82 (forse).

…E in tempi avversi
Ti salvai la vita tante volte, non ti accorgesti

Ripenserai ancora a tutto il bene che
Ti ho dato solo e solamente io
Ripenserai ancora
A quanto il niente tuo
Per me fu tutto
E per sempre ho perso un pezzo di me…

(Troppo buono Tiziano Ferro)

Forse esiste un dio delle canzoni che le fa arrivare quando hai bisogno di pensare, piangere o semplicemente lasciarti andare. La mente ti ha riportato a giovedì, ai messaggi con S., lui ha detto di volerti bene, ti ha ringraziato per averlo fatto crescere, tu fatichi a “collocarlo” tra le cose belle che hai adesso, ma nello stesso modo desideri un suo abbraccio.

Non avrai mai più un amore, nessuno ti aspetta lì fuori e forse te lo sei meritato.

Giorno 77

Non sai se l’amore, l’amore disinteressato dell’amicizia, dei bambini, non sai se questo amore sia qualcosa che ti meriti., forse no, forse non ne sei degna.

Giorno 75

Poteva andare meglio, ma anche peggio. Erano mesi che non riuscivi a dipingere e anche se le mani tremano ancora tanto, sei riuscita a rimanere concentrata, anche se finirà nella spazzatura è comunque un punto di inizio. Ogni sassolino era un passo in più..non sai verso dove.

Non sono stati giorni facili, le vacanze sono così, per fortuna non ce ne saranno più per un bel po’,

Cosa hai provato quando hai saputo del problema di Mimì? Troppo difficile da spiegare. Lei adesso ha 16 anni, è stata la prima bimba che hai seguito al doposcuola dopo che hai lasciato l’équipe autismo.

Una personalità inquieta, le vostre storie simili nella diversità. L’avevi persa di vista, ieri la mamma, incontrata per caso, ti ha raccontato del crollo depressivo, del tentativo di suicidio, della comunità.

L’hai rincuorata, le hai detto che ha fatto bene a farla seguire, che oggi ci sono tanti aiuti e possibilità di venirne fuori. Hai promesso che l’andrai a trovare quando tornerà a casa. In realtà non sai se lo farai.

Tu hai cominciato a star male a 14 anni e tutti facevano finta di non vedere. Adoravi tuo padre, ma non gli perdonerai mai di non aver ascoltato il prof di religione quando ai colloqui diceva che qualcosa non andava e ricordi perfettamente la tua richiesta piena di dolore di poter parlare con una psicologa e le volte che con il motorino andavi davanti al consultorio, ma poi scappavi via. Per lui erano solo chiacchiere, poi, ti ha affidato alla persona più sbagliata che poteva esistere.

Ogni tanto ti chiedi cosa saresti diventata se ti avessero fatta aiutare, se adesso avresti una famiglia, magari dei figli, anche se non sai se puoi averne, ma almeno ci avresti provato, semplicemente avresti avuto un amore, un amore giusto e non avresti questa paura tremenda di essere abbandonata.

Buona fortuna Mimì…ce la farai.